Zaia double face: invoca i manganelli e il giorno dopo fa il pacifista

Alla manifestazione di Piazza San Giovanni ha parlato di inasprire il codice penale e ridare i manganelli ai poliziotti. Oggi si dichiara moderato.

Luca Zaia

Luca Zaia

globalist 20 ottobre 2019
Con le sue 'priorità' della destra, il governatore del Veneto Luca Zaia nella giornata di ieri a Piazza San Giovanni ha mostrato tutta la sua totale mancanza di moderazione, specie quando ha detto che bisogna 'inasprire il codice penale' e 'restituire il manganello alle forze dell'ordine'. Preso dalla foga del momento, Zaia forse si è dimenticato che quella doveva essere, o almeno doveva far finta di essere, una piazza della destra 'moderata'. 
Ma parole come queste di moderato non hanno nulla: sono affermazioni da stato di polizia, minacce autoritarie che troverebbero posto in un paese come la Turchia di Erdogan piuttosto che nell'Italia repubblicana. 
Ovviamente, le critiche non sono mancate. Ma oggi Luca Zaia si riscopre pacifista, e si giustifica: "si è trattato di affermazioni che sintetizzano un ragionamento e si fanno in un comizio. Tutti sanno che io sono un moderato che governa una grande Regione e ha il consenso del 50% dei veneti. Nessuno può dire che io sia un violento essendo un obiettore di coscienza, un pacifista. Ormai ammanettare un delinquente è un problema". 
Con la presenza di Casapound in piazza Zaia non dimostra di avere problemi: "Per la verità non li ho nemmeno visti. Poi la piazza è aperta, non puoi mettere i tornelli. In ogni caso, una cosa è chi viene in piazza, un altra è farci accordi politici. Perché nessuno si preoccupa dei comizi del Pd, dove vanno anche gli estremisti di sinistra?".