L'orrore razzista non si ferma nemmeno di fronte a una nonna che vuole fermare l'odio

A Liliana Segre oggi lo Stato italiano ha assegnato la scorta. Troppi insulti e minacce. Da parte di ignoranti, stupidi, webeti italiotti, con la collaborazione attiva di una parte di politica di questo lurido Paese.

Liliana Segre

Liliana Segre

Claudia Sarritzu 7 novembre 2019
Quando era bambina l'abbiamo espulsa dalla scuola. Non perché fosse una alunna cattiva ma perché Mussolini aveva fatto un patto col diavolo e si era convinto, anche lui, per interessi bellici ed economici che gli ebrei erano esseri umani di serie B, da emarginare prima e in fine da sterminare.
Per 40 anni l'abbiamo fatta tacere. Perché l'Italia non era pronta ad ascoltare di cosa era stata complice. Così lei ha vissuto una vita di giorno e i suoi incubi la notte con il terrore che tutto quello che era stato potesse tornare.
Ma poi quando ha compiuto 60 anni, come una Cassadra, non creduta e osteggiata ha trovato il coraggio di raccontare e per tanto tempo ha vagato nelle scuole, nelle associazioni, nelle librerie per spiegare l'orrore nazista. E per mettere in guardia tutti noi sulla modalità con cui l'orrore nasce, cresce e in fine distrugge e calpesta.
Sapete perché dà così tanto fastidio? Perché è una testimone scomoda. Soprattutto per tutta quella destra che afferma che Mussolini "ha fatto anche cose buone".
Le augurano la morte in tanti sui social ma come ha detto lei: "Ho vissuto qualcosa di peggio della morte e comunque ho 89 anni, non ne ho più paura".
Oggi che il fascismo è tornato e lei è senatrice a vite, non le abbiamo risparmiato neppure l'ultimo suplizio.
A Liliana Segre oggi lo Stato italiano ha assegnato la scorta.
Troppi insulti e minacce. Da parte di ignoranti, stupidi, webeti italiotti, con la collaborazione attiva di una parte di politica di questo lurido Paese. La storia si sta ripetendo. Lei, Cassandra, aveva ragione. Ore le crediamo almeno noi, parte sana della società che Resiste. 
Perdonaci, se puoi. Ancora una volta.