Di Maio e il fango sul sindaco di Bibbiano: oggi il leader M5s fa finta di nulla e non si scusa

Era stato Di Maio a definire il Pd il 'partito di Bibbiano', non Salvini. Oggi non si scusa, ma la sua base M5s è parecchio in imbarazzo

Di Maio

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globalist 4 dicembre 2019

Luigi Di Maio non twitta nulla dallo scorso 26 novembre. Eppure, oggi avrebbe dovuto farlo, quantomeno per prendersi la responsabilità delle sue parole. Perché se anche oggi Di Maio fa parte di un esecutivo contro la Lega, fino a qualche mese fa lui con la Lega governava insieme. E quando è uscito lo scandalo Bibbiano a dire "Il Pd è il partito che ruba i bambini, il partito di Bibbiano" fu proprio lui. Non Salvini. 
Si ripete insomma quel che si era ripetuto sui taxi del mare, parlando delle Ong. Con gravissimo imbarazzo per tutto il M5s, ancora una volta verso il proprio leader che è sempre più alla deriva. E mentre Di Maio non dice una parola, i suoi cominciano a prendere le distanze: “Non ho mai scritto un post su Bibbiano o sul Pd perché non ho mai condiviso la linea comunicativa di Di Maio. Ha sbagliato”, dice il deputato grillino Luca Carabetta.


I parlamentari 5Stelle sono piombati nell’imbarazzo generale. Sotto accusa finisce ancora una volta il capo politico. “Partiamo in quinta senza conoscere le carte, senza sapere. Come sempre. Se andate sulla mia bacheca Facebook non trovate post su Bibbiano per questa ragione”, dice un altro deputato al primo mandato.
E nel mentre il Pd ne approfitta: Nicola Zingaretti, senza mai fare il nome di Di Maio, scrive: “A chi ha utilizzato una storia di cronaca giudiziaria per organizzarci una campagna politica dico nuovamente: vergognatevi!”.