Trump e Salvini, le affinità di due politici disinvolti

Impeachment e nave Gregoretti: colpisce la singolare congiuntura che mette in contemporaneo rilievo sia il presidente Usa che il grande capo leghista sempre meno ’lumbard’

Salvini e Trump

Salvini e Trump

Nuccio Fava 21 dicembre 2019
di Nuccio Fava
Di affinità non ne mancano anche per il comune interesse nei confronti della Russia  e il rapporto personale con lo zar Putin, spregiudicato e attivissimo su ogni scacchiere, Mediterraneo compreso. Si tratti della Siria, della Turchia, della stessa Brexit lo sguardo si volge tempestivo, con aperture disinvolte e disponibilità perché anche Salvini ama la Russia quasi a prescindere da ogni ragione ideale, preoccupato essenzialmente di fare appieno e rafforzare la propria posizione contro l’Europa.
Concordando pienamente con Trump tifoso da sempre per la Brexit già prima dell’esperienza fallimentare della signora May. Colpisce non solo giornalisticamente la singolare congiuntura che mette in contemporaneo rilievo sia il presidente Usa che il grande capo leghista sempre meno ’lumbard’ e con insistita caratura nazionale. Ma c’è di più.
 Trump è alle prese con una forte richiesta di impeachment da parte dei democratici e della loro abile presidente Nancy Pelosi. Salvini rischia d’altro canto lo stato di accusa per i migranti trattenuti a bordo per più giorni su una nave militare italiana dopo un acrobatico salvataggio nel Mediterraneo.
L’accusa dei magistrati catanesi vi ravvisa un atto contrario ai diritti fondamentali della persona e all’illegale privazione della libertà. È fin troppo banale pensare che la storia si ripeta sempre e sia sostanzialmente uguale. 
Cambierebbero solo gli attori protagonisti ma errori è successo sarebbero in fondo sempre uguali. Il professor Conte, Di Maio e ministri vari rappresenterebbero pertanto la solita minestra riscaldata senza novità se non nella numerazione: Conte primo e Conte secondo. Sarebbe però una lettura superficiale perché a prescindere dalla frequente ripetizione e qualche spostamento di ministri e di poltrone, si finirebbe per ignorare il dato fondamentale del mutamento significativo del quadro politico: l’uscita di Salvini con la perentoria richiesta di elezioni anticipate frutto avvelenato del capo leghista presuntuosamente e arrogantemente di poter costringere gli italiani al voto anticipato di ferragosto. 
Il lavoro paziente e sapiente del capo dello Stato; il senso di responsabilità nei confronti del Paese tra grillini e nel Pd, che pure se ne erano fette di tutti i colori fino al giorno prima, ha consentito alla fine di trovare punti d’incontro. Molto differente l’atteggiamento di Salvini  e di tutto il centro destra: elezioni subito per mandare  a casa un governo ritenuto pericoloso e dannoso per gli italiani e soprattutto per la subalternità a Bruxelles . Come si vede continuità e cambiamenti anche repentini si manifestano rispetto all’interno delle contrapposte posizioni, non necessariamente conciliabili anche se differenze di rilievo non mancano. La possibilità di convivenza per migliorare le cose è dunque possibile come in qualche modo sta dimostrando il governo in carica, tra impervie difficoltà e problemi enormi.
 Le fibrillazioni e i contrasti profondi sono sempre dietro l’angolo e addirittura si aggravano dando ai cittadini continui scossoni di inadeguatezza , precarietà e possibile crisi. Era dell’onorevole Craxi ricavata da una popolare canzone “finché la barca va”. Certo il paese e l’Europa hanno difronte sfide enormi a cominciare dalla drammatica condizione del clima, del lavoro e della condizione giovanile specie al sud.