Osvaldo Napoli, esponente della segreteria nazionale di Azione, sulla questione caporalato propone un atteggiamento da tolleranza zero nei confronti di chi delinque e offre paghe da fame per i lavoratori.
«Nessun italiano ricorda da quanti anni e da quanti governi si promettono norme più severe di contrasto al caporalato, allo sfruttamento schiavile della manodopera, soprattutto quella meno qualificata, senza che nulla sia davvero mai cambiato».
«Si continua a contare i morti e, in qualche caso, come nelle campagne di Latina, veri e propri atti criminali. Il poco o tanto fin qui realizzato sul piano legislativo non è servito a nulla. Al legislatore non rimane che sperimentare l’unica misura in grado di rompere il muro di indifferenza: il sequestro e la chiusura dell’impresa una volta che la giustizia avesse accertato la natura criminogena del reato. Si chiude l’impresa, proprio così».