La sindaca leghista dà l'aula consiliare ai nazisti dichiarati dei 'dodici raggi'

A Gazzada Schiano il Do.Ra ha indetto un covegno revisionista sui 'crimini partigiani'. Sono sotto inchiesta per ricostituzione del partito fascista

Una iniziativa dei neo nazisti dei dodici raggi (Do. Ra)

Una iniziativa dei neo nazisti dei dodici raggi (Do. Ra)

globalist 9 giugno 2018

Ora che al Viminale c’è un loro simpatizzante, che spargendo odio e strizzando l’occhio a fascisti e nazisti (come Luca Traini) ha guadagnato voti.
 Così gentaglia che in un paese civile dovrebbe stare in galera circola liberamente e altrettanto sfacciatamente fa propaganda nazista, fascista e revisionismo storico.



Così la sindaca leghista di Gazzada Schiano, Cristina Bertuletti, ha deciso di concedere la sala consiliare del comune alla Comunità militante dei dodici raggi (Do.ra) un gruppo dichiaratamente nazista che nelle sale del municipio ha indetto un dibattito revisionista sui crimini dei partigiani,
Non solo. Questi estremisti, oltre a festeggiare apertamente i compleanni di Hitler e Mussolini, hanno raccolto nei mesi passati firme per chiedere la messa fuori legge di dell’Anpi e il processo per crimini di guerra ai partigiani ancora in vita.
Una doppia vergogna perché in questo momento il gruppo è sotto inchiesta da parte della procura di Busto Arsizio per ricostituzione del Partito fascista.
Cristina Bertuletti è la stessa sindaca che in occasione della Giornata della Memoria si lasciò andare a commenti irripetibili sui social. "Ricordate d'andare a pijarlo 'n culo'.
Chi sono i Do. Ra
I Do.ra. - acronimo della Comunità militante dei dodici raggi (i raggi del Sole nero, simbolo del castello tedesco di Wewelsburg, sede operativa delle SS) - sono la più numerosa e organizzata comunità nazionalsocialista italiana. Non a caso fanno riferimento a riti iniziatici nazisti, a partire dalla celebrazione del solstizio con falò accesi nei boschi del varesotto in onore al Führer. Del quale i Do.ra., il 20 aprile, celebrano la nascita.
Ma perché il Sole nero? Il castello di Wewelsburg è un luogo che ancora riscuote grande fascino tra i neonazisti. E che al centro della sala principale degli Obergruppenführer ha un Sole nero con 12 raggi, lo Schwarze Sonne. L'esoterismo nazionalsocialista è strettamente imperantato con la Thule-Gesellschaft, "una società mistica che propugnava l'antisemitismo, la purezza del sangue e della razza, il ritorno ad un'ideale età dell'oro germanica peraltro non ben storicamente identificabile, in quanto era spalmata su un arco temporale di alcuni millenni, dall'età del bronzo al Basso Medioevo e che traeva spunto delle idee di Guido von List, Jörg Lanz von Liebenfels, e dai vari propugnatori della Teosofia" (Wikipedia). Nel 1934, sotto la spinta dell'SS-Brigadeführer Karl Maria Wiligut, il Rasputin di Himmler, che sentiva presente in qual luogo un'enorme forza spirituale, Heinrich Himmler firmò un contratto di affitto del castello per 100 anni per la cifra simbolica di 100 marchi con il distretto di Paderborn. Entrambi erano convinti che si trattasse del mitico castello della Westfalia che secondo una leggenda sarebbe stato l'unico a resistere allo assalto degli Slavi dell'Est e che da lì i Tedeschi sarebbero partiti per la vittoriosa riscossa finale.
Come riporta il sito Anticorpi. info: "Gli adepti delle SS venivano qui preparati a pratiche iniziatiche: dall'uso di acqua distillata, opprtunamente "potentizzata" da gocce di sangue di Adolf Hitler (secondo una tecnica di Rudolf Steiner), al fine di raggiungere una "mistica unione con la natura", alla "cerimonia dell'aria soffocante", dove gli iniziati venivano avvolti dalle spire del fumo provocato dal fuoco di una bandiera di quelle battezzate da Hitler stesso (cioè toccate dalla bandiera intrisa di sangue dei martiri del fallito putsch di Monaco del 1923)".