Rivoluzione al Bambin Gesù: per i piccoli pazienti arrivano "mini cuori" in attesa dei trapianti

Lo spiega Antonio Amodeo, responsabile Ecmo e assistenza meccanica cardiorespiratoria e trapianto di cuore artificiale dell'ospedale dove è stata salvata una bambina di 3 anni.

Mini cuore

Mini cuore

globalist 23 aprile 2018

"Se le premesse di minore morbidità e mortalità verranno confermate dai clinical trial che inizieranno entro il 2018 si tratta di una vera rivoluzione nel mondo dell'assistenza meccanica pediatrica". Lo spiega Antonio Amodeo, responsabile Ecmo e assistenza meccanica cardiorespiratoria e trapianto di cuore artificiale dell'ospedale Bambino Gesù di Roma, dove è stata salvata una bambina di 3 anni grazie a un mini-cuore artificiale. Per farlo, l'ospedale ha ottenuto dalla Fda americana e dal ministero della Salute italiano il via libera per l'uso 'compassionevole' della nuova pompa cardiaca miniaturizzata (l'Infant Jarvik 2015), la cui sperimentazione clinica partirà prossimamente negli Stati Uniti.


"Negli ultimi 20 anni, infatti - aggiunge Amodeo - per i piccoli pazienti è stato disponibile un solo modello di cuore artificiale para-corporeo, che se da un lato faceva registrare un 70% di sopravvivenza, dall'altro non permetteva la dimissione a casa dei pazienti. Adesso, sarà invece possibile dimetterli dopo l'intervento, permettendogli il reinserimento nel tessuto sociale e familiare in attesa del trapianto di cuore. Bisogna considerare che la maggior parte delle assistenze meccaniche cardiocircolatorie pediatriche si effettua proprio entro i primi tre anni di vita, quando i pazienti sono più piccoli: l'utilizzo della mini-pompa cardiaca potrà rappresentare una svolta".


A differenza dei modelli para-corporei, il mini-cuore artificiale impiantato nella bambina è infatti un modello interamente toracico, alimentato da una batteria esterna. Il vantaggio è appunto quello di non obbligare i pazienti all'ospedalizzazione fino al momento del trapianto. Il dispositivo è composto da una pompa intraventricolare del diametro di 15mm, della lunghezza di 5cm e del peso di 50 grammi (dimensioni paragonabili a quelle di una batteria AA o 'stilo'), realizzata per supportare la circolazione di pazienti a partire dagli 8 kg di peso e fino a un'età di circa 10 anni.


Il mini-cuore può garantire un supporto a lungo termine per quei bambini per i quali non si trova un organo compatibile per procedere con il trapianto, consentendo loro migliori condizioni di vita. Al dispositivo, infatti, è collegato un cavo addominale per la ricarica che permette la dimissione a casa del paziente. Nei prossimi mesi negli Stati Uniti partirà il clinical trial per il dispositivo. Il Bambino Gesù sarà capofila per il progetto europeo per l'ottenimento del marchio CE del dispositivo.