Cristo crocifisso con il volto dell'ultrà: giusto confondere carità e prepotenza?

Per l'artista Andrea Mastrovito l'Atalanta è una fede e il Bocia il suo Profeta. Anzi il suo Dio.

Il Bocia crocifisso

Il Bocia crocifisso

globalist 3 marzo 2016

Il sacro e il profano non si dovrebbero mischiare. Ma Andrea Mastrovito, 37 anni, bergamasco, artista emergente quotato in Italia come all'estero e tifoso da curva dell'Atalanta, ha pensato di dare il volto del Bocia, al secolo Claudio Galimberti, capo storico degli ultrà dei nerazzurri di Bergamo, al Cristo in croce che campeggia sulla parete centrale della chiesa dell'ospedale San Giovanni XXIII. Fernando Pernambuco su Calciomercato ha scritto che Mastrovito, dalla curva soprannominato "Giotto" "ha avuto davvero una bella, coraggiosa, innovativa idea. In posa, con lo sguardo verso il cielo, i lunghi capelli inanellati, le mani e i piedi inchiodati alla croce, ha messo nientemeno che Claudio Monteverdi, detto il "Bocia", quello con almeno una ventina di Daspo sulle spalle e denunce varie. Quello il cui motto era "Lo scontro è la nostra droga", quello che in Atalanta-Sassuolo aveva mostrato alle forze dell' ordine la testa di una porchetta".



Ha poi concluso dicendo"Viene da chiedersi che c'entri la passione di Cristo con la passione del tifo, la mitezza con l'aggressività, la carità con la prepotenza. Insomma il Bocia con Gesù. L'artista così trasgressivo non ha il coraggio di dirlo apertamente. O forse lo dà per scontato: l'Atalanta è una fede e il Bocia il suo Profeta. Anzi il suo Dio".