Contro il Sistema Calcio ci vorrebbero i forconi

Prandelli chiede di aver a disposizione gli azzurri almeno 40 giorni prima del mondiale. Beretta rifiuta la proposta e va avanti per la sua strada. [Xavier Jacobelli]

Xavier Jacobelli 10 dicembre 2013
[b]di Xavier Jacobelli[/b]


Ci risiamo. Prima dell'Europeo 2012, a causa dell'egoismo dei club, la Nazionale riuscì a disputare tre amichevoli tre nello spazio di nove mesi. Il che non le impedì di arrivare seconda, alla faccia del fuoco amico. Ora si avvicina il mondiale e il copione si ripete.



Il sorteggio del 6 dicembre è stato pessimo per gli azzurri, anche a causa degli obbrobri di Blatter e della Fifa che hanno cambiato le regole in corsa: curiosamente (?) a beneficiarne è stata la Francia di Platini. La spedizione in Brasile dovrà essere curata nei minimi aspetti: tecnico, atletico, logistico, climatico. Per questo, sagguiamente Prandelli ha chiesto di avere a disposizone i convocati almeno quarata giorni prima del via (il torneo scatta il 12 giugno). È esattamente ciò che ha fatto Scolari, con la differenza che il ct brasiliano è stato subtito accontentato dalla propria federazione; il collega italiano, nvece, è andato subito a sbattere contro l'egoismo delle società, perfettamente riassunto dalle parole di Maurizio Beretta, presidente della Lega di A.



Sentite un po' ciò che ha dichiarato a Radio 24: “Al punto in cui siamo non è assolutamente possibile cambiare il calendario del campionato".



Certo che ora è impossibile modificare i calendario, ma non potevate pensarci prima, Beretta?



Ma da quanti anni vi viene detto che cominciare il campionato alla fine di agosto danneggia sia i club che rimediano spesso legnate nei primi turni delle coppe sia la Nazionale? Ma quando compilate i calendari sempre così intasati, sempre così frantumati, sempre così disorganizzati, di cosa parlate, delle previsioni meteo? Ma quanto ci vuole a capirla?



C'è dell'altro. C'è di peggio. C'è l'ipocrisia del Sistema. Beretta dixit: "Prandelli ha espresso un auspicio e ognuno ha giustamente il suo meglio come riferimento. Noi abbiamo agito come gli altri paesi europei sulla base anche del calendario Uefa. Il campionato finisce il 18 maggio, poi speriamo che qualche squadra italiana sia impegnata ancora per qualche giorno fino alla finale di Champions League del 24 maggio. Accorciare il campionato di una settimana? Assolutamente no, non è possibile. Sono impegni che muovono organizzazioni complesse, tifoserie importanti e la programmazione è un’esigenza di tutti. Dentro il quadro esistente che non è modificabile per il numero delle squadre, le finestre e soprattutto i meccanismi di pianificazione che vengono da Fifa e Uefa che sono predeterminate, dobbiamo con grande spirito collaborativo trovare il modo migliore. La collaborazione non è mai mancata, c’è sempre stata da parte dei club...".



Eh? La collaborazione non è mai mancata? Ma dove? Ma quando? Ma se a Prandelli non è mai stato concesso manco lo stracciodiuno stage di 48 ore a Coverciano? Beretta, pensi che siamo tutti scemi?



Ancora: "Qualche ragionamento c’è stato anche in occasione dell’Europeo che poi ha portato un ottimo risultato. È il sale della discussione in questa fase. Posso assicurare che da parte dei club c’è una grande attenzione alle competizioni della Nazionale".



Beretta, basta. Ma se la Nazionale ha giocato 3 partite in 9 mesi prima di andare in Polonia e in Ucraina... Ma quando mai da parte dei club c'è stata grande attensione alle sue competizioni. Forse per trovare i biglietti per la finale di Kiev, sperando di saltare sul carro del vincitore?



Lo sa Beretta che, allo stato attuale, prima del mondiale che scatta fra sei mesi e due giorni, l'Italia ha in programma un solo test, il 5 marzo contro la Spagna. Uno solo in sei mesi e contro i campioni del mondo e d'Europa in carica, capito Beretta? Ma di che cosa stiamo parlando?



Vogliamo dirlo o no che in Italia la serie A parte così tardi perchè, in agosto, alcuni club sono impegati a lucrare ingaggi intercontinentali, anche a costo di essere presi a sberle? Coraggio, Beretta.



La verità è che i club se ne fregano degli azzurri, come se una Nazionale protagonista di un brillante campionato del mondo non facesse un gran bene all'intero Sistema Calcio Italia e alla sua immagine, devastata da Calciopoli, da Scommessopoli, dalla cronica incapacità di risolverne i problemi.



I club pensano solo a spartirsi la torta dei diritti tv, senza i quali molti sarebbero già saltati per aria. Meglio, molto meglio non occuparsi degli stadi semivuoti, obsoleti e fatiscenti; del razzismo e dell'inciviltà combattuti un giorno sì e l'altro no da una giustizia sportiva che dovrebbe essere rifatta da capo a piedi (leggetevi l'ultima perla di Tosel sull'osceno striscione anti-juventino esposto a Bologna e rimasto impunito); dei tifosi spremuti come limoni, con biglietti e abbonamenti carissimi.



E, già che ci siamo, anzichè aiutare la Nazionale, ostacoliamola. Tanto, se va bene saltiamo tutti sul carro; se va male, la colpa sarà tutta di Prandelli e degli azzurri. Caso mai si averasse il primo caso, è auspicabile che la Nazionale del 2014 imiti quella dell'82 che, dopo il trionfo, impedì l'accesso negli spogliatoi all'allora presidente della Lega. Questi, in avvio di torneo, aveva affermato che, se fosse dipeso da lui, avrebbe rimandato a casa gli azzurri a calci, tanto l'avevano deluso. L'11 luglio '82, a calci rischiò di essere preso lui dai campioni del mondo.



Per abbattere questo Sistema che non cambia mai, ci vorrebbe qualche forcone.