Il Napoli contro Salvini: in caso di cori razzisti siamo pronti a smettere di giocare

Il club partenopeo perplesso dopo il tavolo sulla sicurezza al Viminale nel quale il ministro leghista ha minimizzato il problema dicendosi contrario a sospendere le partite

Kalidou Koulibaly

Kalidou Koulibaly

globalist 8 gennaio 2019
Il ministro leghista, molto sensibile alle ragione degli ultras (soprattutto se di estrema destra come quelli dell’Inter) minimizza e tollera.
Ma le vittime della vergogna razzista non ci stanno.
Così dopo i cori contro Koulibaly il Napoli ha confermato la linea della fermezza, che può cadere il mondo ma non cambierà, oltre all'intenzione di prendere iniziative, anche clamorose in campo, se si ripetessero cori razzisti durante le partite.
Una decisione presa dopo il tavolo sulla sicurezza di ieri e le dichiarazioni del vicepremier e ministro dell'Interno, Matteo Salvini, sull'intenzione di non fermare le partite in caso di cori razzisti.
Il Napoli sta aspettando il ricorso di Koulibaly e i vertici del club hanno appreso con grande perplessità le parole del Ministro.
La società partenopea conferma quindi la linea illustrata dal tecnico Carlo Ancelotti, per uno stop da parte dei giocatori. Anche il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, a Los Angeles per impegni cinematografici, viene informato sulla vicenda.