Manifesti antisemiti degli ultras romanisti: Lazio, Napoli, Israele. Stessi colori

Le scritte comparse in alcuni quartieri della capitale. La società biancoceleste: come mai questa volta non si è indignato nessuno?

Scritte antisemite firmate da ultras della Roma

Scritte antisemite firmate da ultras della Roma

globalist 9 gennaio 2019
La verità nella Capitale la conoscono tutti: estremisti di destra e neofascisti sono equamente divisi (purtroppo) tra Roma e Lazio. Ma se le malefatte vengono amplificate se fatte da una parte, vengono silenziate se fatte dall’altra sponda.
Così pochi sanno che l’ultras della Roma condannato per l’assassinio di Ciro Esposito (ancora oggi oggetto della solidarietà di una parte della curva sud) era un fascista dichiarato.
Adesso c’ un n uovo caso: “Lazio, Napoli, Israele. Stessi colori, stesse bandiere. Merde”. È il testo dei manifesti antisemiti comparsi in alcuni quartieri della Capitale a firma di ‘Balduina Roma’, su sfondo giallorosso. Le scritte sono comparse proprio mentre i tifosi della Lazio festeggiavano i 119 anni di storia della società capitolina.
Sul fatto è intervenuto anche il portavoce della Lazio, Arturo Diaconale: “Quando lo scorso anno all’interno della curva Sud dello stadio Olimpico di Roma comparvero alcune figurine lasciate da alcuni tifosi della Lazio con l’immagine di Anna Frank nei panni di tifosa della A.S. Roma, scattò una ondata di indignazione nazionale ed internazionale alimentata dai media cartacei, televisivi e radiofonici di mezzo pianeta tesa a dipingere l’intera tifoseria laziale in una massa di neo-nazisti antisemiti da condannare per l’eternità”.
“Oggi che lungo le strade della Capitale compaiono manifesti con sopra la scritta ‘Lazio, Napoli, Israele, stessi colori, stesse bandiere, merde’, non scatta alcuna forma di indignazione e di condanna”.
“Nessuno vuole giustificare le scempiaggini a sfondo razziale su Anna Frank di alcuni tifosi laziali con l’evidente scempiaggine di alcuni tifosi romanisti”.
Ma si vuole mettere “in evidenza l’assurdità della regola dei due pesi e delle due misure adottata da giornali ed emittenti imbevuti di quel pensiero unico che si scandalizza per il presunto razzismo degli altri, ma e’ incapace di riconoscere il proprio”, aggiunge Diaconale.
“La vicenda si presta ad una considerazione precisa. Il razzismo va condannato in tutte le sue forme, ma anche la cretinaggine e la strumentalizzazione politica meritano altrettanto!”, conclude il portavoce della Lazio.