Coppa del mondo femminile, le squadre favorite

L'estate è all'insegna del calcio femminile: ecco chi sono le favorite per questo mondiale

Mondiali femminili

Mondiali femminili

globalist 11 giugno 2019

La vetrina sportiva estiva è in gran parte occupata dalla Coppa del Mondo femminile la cui fase finale si sta svolgendo in Francia e che sarà possibile seguire anche con i pronostici  su Sporty Trader. Uno sport, il calcio, per lo più considerato “maschile” in Italia, ma che aveva già riscosso attenzione e consensi in gran parte del mondo e finalmente sta raccogliendo proseliti anche dalle nostre parti. Merito anche dei media che stanno dando ottimo risalto a una disciplina le cui squadre più forti non sempre provengono dai paesi tradizionalmente più avanti a livello maschile. Basti pensare che gli Stati Uniti sono campioni in carica e hanno vinto 3 delle 6 edizioni finora disputate.


 


Le ragazze americane sono ancora una volta favorite. Il lavoro paga e quello impostato dalla federazione a stelle e strisce basato su un'organizzazione minuziosa e una diffusione in larga scala di questo sport anche a livello femminile ha permesso nel tempo anche di conquistate quattro ori olimpici, otto titoli continentali del Nord America e ben dieci Algarve Cup, una delle manifestazioni più importanti del calcio femminile. Gli Stati Uniti hanno un blocco di giocatrici di esperienza formato dal difensore Becky Sauerbrunn e dalle attaccanti Carli Lloyd, Alex Morgan e Megan Rapinoe che ha saputo trascinare le altre e si attestano tra le principali candidate.


 


Andando in ordine di palmares, alle spalle degli Stati Uniti c'è la Germania che vanta due mondiali, otto edizioni degli Europei (di cui sei consecutive), una medaglia d'Oro alle Olimpiadi e tre Algarve Cup. È l'unica nazione al Mondo a potersi fregiare sia della Coppa del Mondo maschile sia di quella femminile a conferma che rispetto a paesi come l'Italia le barriere in questo senso sono state battute già da tempo, anche se come nel resto del mondo i salari della calciatrici sono ancora ben lontani da quelli dei colleghi maschi. La Germania ha deciso di voltare pagina creando un gruppo giovane guidato dalla capitana Alexandra Popp, attaccante di grandi qualità. Ma di grande importanza è anche la difesa, quel reparto che seppe imbrigliare gli Stati Uniti alle ultime Olimpiadi.


 


Tra le altre nazioni europee citiamo su tutte Francia e Inghilterra: le transalpine giocano in casa e non è fattore da trascurare. La squadra maschile vinse proprio in casa la sua prima coppa, nel 1998, e chissà che ciò non possa ripetersi anche a livello femminile. Les Bleus hanno un gioco divertente e armonico spesso finalizzato da Kadidiatou Diani o ispirato dalle giocate della centrocampista offensiva Gaetane Thiney. A guidarle c'è Corinne Diacre, prima donna ad allenare un club professionistico maschile: dal 2014 al 2017 fu tecnico del Clermont. L'Inghilterra è invece reduce dal miglior risultato della sua storia con il bronzo ottenuto quattro anni fa in Canada. In panchina c'è un certo Phil Neville, ex calciatore di Manchester United ed Everton che ha dato alle leonesse un gioco più aggressivo. E davanti c'è da stare attenti a Mel Lawley senza dimenticare in difesa Abby McManus.


 


Occhi anche alla Norvegia campione nel 1995. Da sempre le squadre scandinave sono fucina di talenti del calcio femminile. Una di queste è Ada Hegerberg, considerata al momento la migliore del pianeta. Peccato, però, che la giocatrice del Lione e vincitrice del Pallone d'Oro 2018 non ci sarà perché in rotta con la propria federazione. E l'Italia? Non è certo nel lotto delle migliori, ma il calcio “rosa” da noi sta crescendo e la vittoria all'esordio contro l'Australia ci racconta di un movimento considerato fino a ieri di seconda fascia (per esempio dalla stessa federazione australiana che nel contratto con le sue giocatrici vieta di venire a giocare in Italia perché campionato non considerato di alto livello, ndr) che però ha sempre più fame. E, si sa, l'appetito vien mangiando.


 


Chiudiamo con altre due nazioni extra-Europa. Il Canada e il Giappone. Le nordamericane non sono mai riuscite a consacrarsi definitivamente a livello internazionale anche se dalle loro parti è il calcio femminile a fare da traino a quello maschile (altra forza di una cultura ben diversa e molto più avanti, ndr). Questa squadra è cresciuta rispetto a quella che quattro anni fa in casa raggiunse i quarti, classe e tecnica sono alla voce segni particolari. La forza? Kadeisha Buchanan in difesa e ben 14 giocatrici esordienti. Le nipponiche, invece, sono esperte e questa squadra ha in esperienza internazionale e organizzazione tattica le armi migliori: ricordiamo che la squadra giapponese ha vinto ai rigori l'edizione 2011 battendo in finale gli Stati Uniti che si presero la rivincita quattro anni dopo.