Il capo ultrà che diede il 'cinque' a Salvini: gli hanno sequestrato un milione di euro

L'uomo era già stato condannato in via definitiva per lesioni personali e arrestato nel maggio 2018 per traffico di droga

Salvini e Luca Lucci

Salvini e Luca Lucci

globalist 26 giugno 2019

Il ministro dell’Interno gli dava il cinque. Perché nel nome del tifo del Milan per Capitan Nutella i pregiudicati e violenti andavano bene. Mica sono migranti, rom o centri sociali.



Poi si scopre che questi incontri del signor #primagliitaliani erano piuttosto disinvolti: un complesso immobiliare appena costruito, un'auto di lusso, conti correnti e altri beni per un ammontare di un milione di euro sono stati sequestrati a Luca Lucci, capo ultrà del Milan. Il 38enne era già stato condannato in via definitiva per lesioni personali e arrestato nel maggio 2018 per traffico di droga. Si tratta della prima applicazione in Lombardia di una misura di prevenzione patrimoniale per un esponente delle tifoserie organizzate.
I sigilli sono scattati anche su "Il Clan 1899" di via Sacco e Vanzetti di Sesto San Giovanni, storico luogo di ritrovo degli tifosi rossoneri. Il 38enne è noto soprattutto per la foto scattata a dicembre insieme al ministro dell'Interno, Matteo Salvini, durante la festa per i 50 anni della Curva Sud.
Viste le polemiche il vicepremier disse che "era la prima volta che lo incontravo" spiegando che "certo" non si sarebbe fatto fotografare con lui se avesse saputo dei suoi precedenti penali. "Ogni giorno - aggiunse Salvini - faccio foto con centinaia di persone, ovviamente non chiedo alle centinaia di persone che mi fermano a feste, incontri, cene o in strada, il certificato penale".
Lucci, noto alle forze dell'ordine per i legami consolidati stretti fin dalla giovane età con la criminalità organizzata attiva nel traffico di droga, formalmente svolge la professione di elettricista. Ma, stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, la sua principale fonte di reddito sarebbe il traffico di stupefacenti. Ed è proprio alla luce della "pericolosità sociale" del 38enne che è scattata la misura di prevenzione patrimoniale prevista dal Codice Antimafia.