Insultato dai razzisti: Agazzano dà la cittadinanza onoraria a Omar Daffe

L'ipocrisia del calcio italiano aveva punito la sua squadra che aveva giustamente abbandonato il campo, ma sul piano morale ha vinto Omar Daffe

Omar Daffe

Omar Daffe

globalist 30 novembre 2019
Abbiamo già parlato dell'ipocrisia del calcio italiano per quanto riguarda il caso di Omar Daffe, il portiere della squadra di calcio dell'Agazzanese che era stato insultato dai tifosi della Bagnolese nel corso di una partita della serie eccellenza. 
Nel pomeriggio di domenica scorsa, a Bagnolo in Piano, in provincia di Reggio Emilia, alcuni tifosi cominciano a insultare il portiere ospite, solo per il colore della sua pelle. Omar Daffe, abitante a Parma, è infatti un senegalese da anni residente in Italia. Non è la prima volta che gli succede, ma Omar, esasperato, reagisce duramente. Si sfila i guantoni e abbandona il campo. I suoi compagni di squadra, compattamente, lo seguono e abbandonano il campo, senza esitazioni. È il primo caso, in Italia, di una reazione simile.
La partita viene quindi sospesa e la parola passa al giudice sportivo che nella giornata del 27 gennaio, emette il suo verdetto: partita persa per l’Agazzanese, che viene anche penalizzata di un punto in classifica. Summum Jus, summa iniuria.
Il giudice sportivo punisce anche la Bagnolese, ma in misura assai più blanda: dovrà giocare a porte chiuse una partita casalinga, ma la sanzione è condizionale. Sarà applicata dopo un periodo di prova di un anno, Se in questo periodo non avverranno altri episodi del genere il club si vedrà condonata la pena; in altre parole la Federazione Italiana Gioco Calcio, ha messo sotto il tappeto, ancora una volta il problema del razzismo nei grandi stadi come nei campi di periferia.
Questione chiusa? Sì, da un punto di vista sportivo ma, nella giornata di ieri il comune di Agazzano ha mandato un inedito, fortissimo, messaggio politico e civile. Non è campanilismo sportivo, non è folclore calcistico all’italiana. Mattia Cigalini, sindaco di Agazzano, e i suoi collaboratori hanno voluto dire un chiaro no al razzismo e all’esclusione e così Agazzano ha conferito a Daffe la cittadinanza onoraria.