Cristina Parodi contro la Lega: "l'ascesa di Salvini è dovuta a rabbia e ignoranza"

La giornalista e conduttrice tv: "mi fa paura una politica basata sulla divisione e sui muri. Vorrei una politica che soccorresse i più deboli e che aiutasse questo Paese a risollevarsi in un altro modo"

Cristina Parodi

Cristina Parodi

"A cosa è dovuta l'ascesa di Matteo Salvini? All'arrabbiatura della gente. Al fatto che probabilmente non è stato fatto molto di quello che era stato promesso di fare. È dovuta alla paura e anche all'ignoranza". Lo ha detto Cristina Parodi intervenendo ai microfoni di Rai Radio2, nel corso del format I Lunatici, parlando del governo gialloverde e dell'ascesa del leader leghista, vicepremier e ministro dell'Interno.
"Mi fa paura - ha aggiunto la giornalista e conduttrice tv - vedere un tipo di politica che è basata sulla divisione, sui muri da erigere. Vorrei una politica che andasse incontro ai più deboli e che aiutasse questo Paese a risollevarsi in un altro modo".
Parodi ha poi parlato della scorsa edizione di Domenica In, nella quale lei era alla conduzione, non premiata dagli ascolti. "Nessun rimpianto - ha detto la giornalista - sono tutte esperienze che vanno vissute perché ti lasciano qualcosa. Iniziare una stagione difficile e portarla a termine bene ti dà una grande soddisfazione. Mi rimane un ricordo piacevole, per quanto faticoso e complicato".
Nel corso dell'intervista Parodi ha detto la sua anche sul movimento MeToo, nato dopo lo scandalo legato alle molestie sessuali che ha travolto il produttore Harvey Weinstein. "Qualsiasi donna non può che difendere un movimento del genere - ha sottolineato - però bisogna difenderlo con intelligenza, sensibilità e capacità di distinguere e capire bene le diverse sfumature che ci sono nei rapporti tra uomini e tra donne".
"Sono una femminista della prima ora - ha aggiunto Parodi - sono convinta che le donne siano forti, che abbiano fatto delle battaglie più che giuste e che ce ne siano altre da combattere per riuscire ad ottenere dei ruoli importanti, delle posizioni di potere che ancora non abbiamo. Donne e uomini sono due mondi diversi, abbiamo modi diversi di ragionare. Questo a volte crea delle incomprensioni. Detto questo, se la donna dice no è no, non esiste ragione che possa giustificare una situazione che vada oltre il no della donna".
In chiusura un commento alla scelta del marito Giorgio Gori che ha deciso di ricandidarsi a sindaco di Bergamo. "Ne abbiamo discusso ma non credo che sia stata una decisione travagliata. È stato faticoso ma anche bellissimo fare questi cinque anni da sindaco di Bergamo. Giorgio è una persona onesta, sincera, da bergamasco ha iniziato una cosa e ora vuole finirla".