Crolla l'euro? L'America studia il piano d'emergenza

Negli Usa c'è chi gioca a immaginare la fine dell'Euro e i danni per i dollari di casa. Finanza e non economia a giocare con la pelle del pianeta [Giovanna Botteri]

Giovanna Botteri 8 maggio 2016

Gli strateghi di Wall Street. Il fallimento di Lehman Brothers tre anni fa ha dato una lezione importante agli americani. Comunque vadano le cose, meglio tenere sempre una via alternativa di salvezza. Un piano B, insomma. Quando la Grecia lo scorso anno è arrivata ad un passo dalla bancarotta, seguita a ruota da Portogallo e Irlanda, scrive il New York Times, Wall Street e le altre borse hanno cominciato a calcolare l'impatto eventuale dell'urto, e la finanza internazionale ha invitato l'Europa ad agire.

Allarme rosso. Quando il rischio default ha sfiorato due grandi paesi come la Spagna e l'Italia, la preoccupazione è diventata allarme. Il G20 ha chiesto allora all'Unione Europea di agire secondo il modello federale americano. Piano A. Un'unica politica monetaria, con al centro la banca centrale.  Parallelamente, al fondo monetario, negli Stati Uniti, in Cina, si pensava anche ad un piano B.

Uccellacci. Nella sciagurata ipotesi che l'intera zona Euro dovesse fallire. Brasile, Cina, Russia e India sarebbero pronte ad intervenire per salvare i debiti nazionali. Ma vogliono farlo controllando la situazione direttamente, mettendo le economia europee sotto tutela del Fondo Monetario Internazionale. Parallelamente le più grandi banche americane, asiatiche e britanniche stanno già verificando le loro capacità di tenuta in caso di caduta dell'Euro.

Si dice Euro si pensa dollaro. Capire insomma in quanto tempo la fine dell'Euro trascinerebbe con se l'America e quindi la finanza mondiale. Intanto la prima nave venezuelana carica d'oro è già arrivata al porto di Caracas. Il presidente Chavez ha deciso di riportarsi a casa tutte le riserve auree che aveva depositato nelle banche americane ed europee. 160 tonnellate di lingotti, 11 miliardi di dollari.

Il pessimismo del desiderio? Quello che non ho mai capito - scrive Paul Krugman sul New York Times - e che ancora oggi non capisco, è come i leader europei pensano che tutto finirà bene. Qual'è la loro strategia?  O, in mancanza di una strategia, qual'è la storia che finisce bene?h. Il sarcasmo del premio Nobel per l'economia descrive esattamente il pensiero degli americani e probabilmente dell'intero Fondo Monetario Internazionale rispetto a quello che sta succedendo in Europa.