E' morto a 91 anni Hugh Hefner, con Playboy ha fatto sognare milioni di lettori

II magazine conquistò i lettori per le foto di bellezze patinate, ma anche per l'originalità del suo modello editoriale: ovviamente le non sono mancate le polemiche sulle conigliette

Hugh Hefner

Hugh Hefner

Diego Minuti 28 settembre 2017

Se n'è andato a 91 anni, e chissà come è fatto il suo Paradiso. Perchè uno come lui, che ha fatto diventare una cosa normale i sogni, sicuramente non è finito all'Inferno in cui tanti perbenisti volevano che andasse, ma quando ancora era vivo. Hugh Hefner è morto nella sua abitazione, serenamente, ha spiegato la sua rivista, Playboy, scegliendo Tweeter per comunicare al mondo la morte del suo fondatore.
Per molti, compresi noi italiani, Playboy - il cui primo numero fu pubblicato nel 1953 - era solo una rivista su cui sbirciare ragazze seminude dalle fattezze perfette, quelle che la sera, quando metti la testa sul cuscino, ti interroghi se esistano veramente o siano uscite dalla penna di un disegnatore ispirato. 


Ma la rivista stuzzicava altre curiosità perchè vi scrivevano le penne più vivaci della cultura americana, equamente divisi tra i liberal (in maggioranza) ed i conservatori (un po' pochini, in verità), ma che avevano scelto quelle pagine patinate per raccontare il loro Paese, forse anche con cinismo, ma con l'attenzione che chiedeva quella generazione uscita giovanissima dalla guerra e che non era ancora perfettamente integrata nella pace.
Il passare degli anni e l'ingresso su mercato di altre riviste meno raffinate, ma più rozze, con donnine sempre meno vestite, sempre più aggressiive nele pose, mise Playboy in una sorta di limbo, come il vecchio zio che se la tira e che guarda i nipotini con l'accondiscendenza di chi ha visto tutto di questo mondo Un puntp di riferimento che Hefner non volle solo di carta, quando inaugurò i suoi locali in cui le famose conigliette assumevano fattezze tangibili, con i loro costumini aderentissimi che oggi fanno sorridere, ma che a quel tempo scatenavano le fantasie di tutti coloro che si mettevano in fila all'ingresso dei night club di Hefner per poi dire, tornando in qualche pianura dell'Oklaoma o nell'inferno urbano di Chicago o Buffalo: io ci sono stato, le ho viste e sono bellissime.
Il milione di copie vendute negli anni '60 sono oggi un ricordo, ma Playboy resterà unn punto di riferimento per una editoria che voleva essere libera, magari veicolando questa sua libertà sulla bellezza di ragazze che spesso, dopo essere passate dai suoi paginoni, sono diventate famose.
Da parte sua Hefner non poteva che essere fedele al personaggio che aveva creato per se stesso. Quindi sempre circondato di bellezze da 110 e lode (l'ultima moglie, sposata nel 2012, aveva appena sessant'anni meno di lui) in casa, in piscina, che gli accendevano il sigaro, che stavano in sua contemplazione, come il guru, il santone del pensiero che vola libero sulle alì della fantasia.