Gerusalemme capitale, gli Usa minacciano chi si oppone: prenderemo i nomi

L'ambasciatrice alle Nazioni Unite Haley ipotizza rappresaglie verso quei Paesi che voteranno la mozione proposta dall'Egitto

Nikki Haley

Nikki Haley

globalist 20 dicembre 2017

Gli Stati Uniti rischiano domani, in occasione dell'Assemblea generale dell'Onu, di incappare in una nuova batosta diplomatica quando andrà al voto la mozione, proposta dall'Egitto, con cui le Nazioni unite potrebbero condannare la decisione di Washington di spostare la sua ambasciata da Tel Aviv a Gerusalemme, riconoscendo quindi la città come capitale d'Israele.
L'importanza del voto è tale che il capo della delegazione statunitense al Palazzo di Vetro non ha usato tanti giri di parole per lanciare delle minacce.
Mutuando i medesimi strumenti di comunicazione tanto amati da Trump, Nikki Haley ha twittato quella che suona come una inequivocabile minaccia nei confronti dei Paesi ritenuti alleati o amici.
"All'Onu - ha scritto - ci chiedono sempre di fare e donare di più. Quindi, quando prendiamo la decisione, su volontà del popolo americano, su dove collocare la nostra ambasciata, non ci aspettiamo di essere presi di mira da quelli che abbiamo aiutato. Giovedì ci sarà un voto che critica la nostra scelta. Gli Usa prenderanno i nomi".
Il rischio di isolamento degli Stati Uniti è grande, dopo lo scacco subito in Consiglio di sicurezza, quando gli altri 14 membri hanno votato a favore della risuluzione contro la decisione di Washington su Gerusalemme capitale di Israele, bloccata solo facendo ricorso al potere di veto.
Anche in quell'occasione Nikki Haley aveva usato un linguaggio simile: "e' un insulto e un affronto che non dimenticheremo".