Le minacce di Trump: taglieremo gli aiuti a chi vota contro Gerusalemme capitale

Il miliardario xenofobo non tollera che alle Nazioni Unite qualcuno si opponga alla sua scelta scellerata. Stati Uniti sempre più isolati

Trump e Nikki Haley

Trump e Nikki Haley

globalist 20 dicembre 2017

Un paese che finito nelle mani del miliardario xenofobo è sempre più isolato e usa metodi squadristi per intimorire o minacciare i paesi più piccoli e deboli: dopo aver provocato una sommossa popolare con il suo attacco a testa bassa a favore di Gerusalemme capitale di Israele, il presidente Donald Trump ha minacciato di tagliare gli aiuti ai Paesi che domani, in Assemblea generale, dovessero votare contro la sua decisione sulla Città Santa.
Trump "prenderà il voto personalmente", ha minacciato la sua ambasciatrice all'Onu Nikki Haley, facendo sapere che gli Usa "terranno a mente i nomi" di chi, in una rara riunione d'emergenza, si schiererà contro Washington. "Tutte queste nazioni che prendono i nostri soldi e poi votano contro di noi all'Onu... prendono centinaia di milioni di dollari o miliardi, e poi votano contro di noi", ha tuonato Trump nell'ultima riunione dell'anno del suo esecutivo: "Vi teniamo d'occhio. Votate contro di noi e per noi sara' un risparmio".
Non è chiaro come la minaccia del presidente americano possa avere esiti concreti visto che comporterebbe il taglio dell'assistenza a una serie di alleati strategici come ad esempio l'Egitto. Ma tant'è. Il miliardario pretende di dettare legge al mondo. Il suo concetto di democrazia è da imperialista autoritario. Ma siamo alla vigilia del 2018. Qualcuno glielo dovrà dire.