Zuma assediato dal suo partito e dalle opposizioni, nuova mozione di sfiducia

Sarà votata il 22 febbraio, ma ci sono polemiche per il fatto che non è stato rinviato il discorso presidenziale sullo stato della Nazione, previsto per l'8 febbraio.

Jacob Zuma

Jacob Zuma

globalist 4 febbraio 2018

I deputati sudafricani sono chiamati ad esprimersi, il 22 febbraio, su una nuova mozione di sfiducia nei confronti del presidente Jacob Zuma, pressato dal suo stesso partito a dare le dimissioni il prima possibile. Coinvolto in diversi casi di corruzione, il capo dello Stato è riuscito finora a sfuggire a diversi voti di sfiducia.
Ma il sostegno per lui si è sciolto con l'elezione, lo scorso dicembre, a capo dell'African National Congress (ANC) partito al potere, del vicepresidente Cyril Ramaphosa, i cui sostenitori invocano le dimissioni di Jacob Zuma prima della fine del suo mandato nel 2019.
Prima della votazione ci sarà un importante appuntamento istituzione, quando, per l'8 febbraio, è previso davanti al Parlamento il discorso ufficiale sullo stato della nazione,
La nuova mozione di sfiducia contro di lui è stata presentata dal partito di opposizione della sinistra radicale, Combattenti per la libertà economica.
Uno dei leader del partito, Floyd Shivambu, si è tuttavia rammaricato che il voto fosse previsto dopo il discorso presidenziale.


"Perché ascoltare Jacob Zuma l'8 quando partirà il 22?'', ha chiesto alla stampa.
Anche il principale partito di opposizione, la Democratic Alliance (DA), ha votato per il rinvio del suo discorso. "I sudafricani semplicemente non possono sentire un discorso pronunciato da un presidente screditato", ha detto il leader del suo gruppo parlamentare, John Steenhuisen.
Secondo il canale televisivo pubblico SABC, la direzione dell'ANC prevede di riunirsi per discutere del problema ed adottare nuove decisioni.