Dopo essere stato cacciato per l'ex presidente Zuma lo spettro di un processo

L'inchiesta riguarda le commesse per il rafforzamento dell'esercito dopo la fine dell'apartheid, in cui Zuma, allora vicepresidente, fece valere la sua influenza per favorire una impresa amica

Zuma

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globalist 17 marzo 2018

Solo un mese dopo essere stato costretto a lasciare la presidenza della Repubblica del Sud Africa, Jacob Zuma vede nel suo futuro le aule di tribunale. L'ufficio del pubblico ministero ha annunciatoche sta avviando formalmente una causa contro l'ex presidente nell'ambito delle indagini su un accordo sulla vendita di armi, dell'importo di4,2 miliardi di euro, firmato nel 1999 con società europee e statunitensi.
Molto atteso e ripetutamente rinviato, questo annuncio è l'ultimo capitolo di una saga giudiziaria molto seguita in Sud Africa, uno dei tanti scandali che hanno portato Jacob Zuma alla rovina politica. Cacciato dal suo stesso partito il 15 febbraio, Jacob Zuma è stato sostituito dal suo vicepresidente, Cyril Ramaphosa, che ha promesso di porre fine alla corruzione.
Con accuse per frode, associazione per delinquerem corruzione e riciclaggio, Zuma è sospettato di avere accettato tangenti per proteggere gli interessi di una filiale della società società francese di armamenti ed elettronica Thomson CSF (ora si chiama Thales), mentre era vicepresidente. L'industria francese, da parte sua, sarebbe incolpata di corruzione e frode.
Le radcii di questa vicenda affondano nel vasto programma di armamenti per rafforzare l'esercito sudafricano dopo la caduta dell'apartheid. Thomson CSF ottenne solo una piccola porzione della commessa militare per la dotazione elettronica delle corvette della Marina, per l'equivalente di 180 milioni di euro.
Nei primi anni 2000, i sospetti di corruzione si moltiplicarono e caddero su Schabir Shaik, consulente finanziario personale del presidente. Figura centrale nel caso, Shaik faceva parte del consiglio di amministrazione delle filiali Thales in Sud Africa ed era anche colui che amministrava il portafoglio di un Jacob Zuma assediato dai debiti. Regolava le sue spese sanitarie, i suoi affitti, le sue macchine, i suoi biglietti, le tasse scolastiche dei suoi figli e la sua ''paghetta'' giornaliera.
Un'inchiesta della società di revisione KPMG ha rivelato che tra il 1995 e il 2005 avrebbe fatto per conto di Jacob Zuma 783 pagamenti per un totale di 4,2 milioni di rand


(280.000 euro). Il tutto 'in uno spirito di amicizia e cameratismo", ha sempre detto durante il suo processo.
Accusato di aver negoziato commissioni per conto del suo capo da Thales, Shaik è stato condannato nel 2005 a 15 anni di carcere per corruzione. Sulla scia, Jacob Zuma e il gruppo francese sono stati incriminati per la prima volta. L'accusa è chiara: "Nel 1999 e nel 2000, Thomson-CSF / Thales ha cospirato con Shaik e Zuma per pagarlo 500.000 rand (33.000 euro) all'anno in tangenti. in cambio della protezione di Zuma da parte di Thomson e dei suoi progetti futuri ", recita.
A quel tempo, l'affare prese una forte svolta politica, con il presidente Thabo Mbeki che ne prese spunto per licenziare il sempre più ingombrante vicepresidente Zuma. Ma con l'aiuto di registrazioni telefoniche che provarono le pressioni di Mbeki sui magistrati, Zuma fu prosciolto, subentrando al sua accusatore alla presidenza.