Il premio Nobel Spence: tra paesi ricchi e paesi poveri aumentano le diseguaglianze

L'economista ha parlato a Trento: ci sono tanti Paesi con reddito procapite inferiore a 200 euro

Fame nel mondo

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globalist 3 giugno 2018

Le migrazioni ci sono sempre state. Ma il fenomeno migratorio non si fermerà fino a quando l’enorme differenza tra ricchi e poveri non verrà formata.
Lo sanno bene gli economisti, lo sano meno i razzisti e i riccastri del pianeta che accumulano ricchezze: "Ci sono popolazioni che hanno reddito relativamente basso che dovranno trovare un altro modo di crescere. Bisognerebbe discutere di sistemi e piattaforme adatte a risolvere questo. Ci sono tanti Paesi con reddito procapite inferiore a 200 euro e la divergenza con i Paesi ricchi aumenterà". Così il Nobel per l'economia Michael Spence, a proposito delle asimmetrie attuali di ricchezza, parlando a proposito dell'influenza della tecnologia sul lavoro, nell'incontro conclusivo del Festival dell'economia a Trento.
"Il modello di crescita di maggior successo - ha spiegato - è quello asiatico, da punto di vista del commercio, della comunicazione e della tecnologia, e dei processi ad alta intensità di utilizzo della forza lavoro. Le nuove tecnologie stanno portando questo modello alla fine: penso a tutte le forze che possono sostituire la forze lavoro".
"Ci sono categorie che raggruppano i Paesi più ricchi, nei quali si è arrivati a plateau di uguaglianza. Si potrebbe dire che allora la diseguaglianza non aumenterà più, essendo ottimisti. Potrebbe invece aumentare, se si vuole essere pessimisti. I Paesi dell'Europa del Nord hanno pensato di gestire bene le diseguaglianze. Credo ci vorranno più spinte politiche in questa direzione".