Tra reazionari non si mordono: la Polonia metterà il veto alle sanzioni contro l'Ungheria

Varsavia protegge Budapest dall'articolo 7 per violazione dello stato di diritto. Del resto anche le leggi polacche sono liberticide

Mateusz Morawiecki e il premier ungherese Orban

Mateusz Morawiecki e il premier ungherese Orban

globalist 13 settembre 2018

Tra reazionari, ulta-nazionalisti e teorici di muri e fili spinati non si mordono: la Polonia metterà il veto in sede di consiglio Ue ad eventuali sanzioni contro l'Ungheria del premier Viktor Orban: lo ha dichiarato il ministro degli Esteri di Varsavia, Jacek Czaputowicz, confermando la linea polacca all'indomani del via libera da parte dell'europarlamento dell'attivazione dell'articolo 7 del Trattato Ue riguardo l'Ungheria per serio rischio di violazioni dello stato di diritto.
Dopo la presa di posizione degli eurodeputati, la parola passa al Consiglio Ue, che anche in caso di approvazione del testo dell'Europarlamento, per varare eventuali sanzioni richiederebbe l'ok unanime di tutti gli stati membri.
"In caso di una discussione al consiglio, noi saremo contro. Noi metteremo il nostro veto alla decisione su eventuali sanzioni", ha dichiarato oggi Jacek Czaputowicz, in visita a Vilnius.
Del resto non solo l’Ungheria, ma anche il governo di destra polacco ha varato e sta discutendo leggi liberticide molto simili a quelle volute da Orban in Ungheria.