Solidarietà al contrario: colletta anti-migranti per costruire il muro con il Messico

L'iniziativa parte da un veterano della guerra in Iraq che ha già raccolto, in 4 giorni, 9 milioni di dollari

Recinzione al confine con il Messico

Recinzione al confine con il Messico

globalist 21 dicembre 2018
Il mondo va al contrario: per sostenere il presidente Trump e il suo progetto razzista del muro con il Messico è partita una colletta milionaria per iniziativa di Brian Kolfage, veterano dell'Air Force che ha subito l'amputazione di entrambe le gambe e di un braccio in Iraq nel 2004. L'ex militare ha creato una petizione su GoFundMe, invitando ogni americano a versare 80 dollari per raccogliere 1 miliardo di dollari e finanziare 'the wall'. In 4 giorni, quasi 200.000 persone hanno contribuito versando nel complesso circa 9 milioni di dollari. 
Nel frattempo continua il braccio di ferro tra Trump e il Congresso per ottenere i finanziamenti necessari per costruire il muro al confine sul Messico. La Camera, con 217 voti a favore e 185 contrari, ha approvato la legge che garantisce i fondi per il governo fino agli inizi di febbraio e include lo stanziamento di 5,7 miliardi di dollari per il muro.
Al Senato, dove i repubblicani non possono contare sui 60 voti necessari, la strada è tutta in salita. Senza l'approvazione della legge, a mezzanotte scatterà lo shutdown: niente fondi per le agenzie federali e stop alle attività del governo.
"Anche se arriviamo a metà della cifra, equivale a metà del muro. Possiamo farcela", scrive Kolfage, che sulla pagina indica le stesse priorità ribadite dal presidente: proteggere gli americani dai criminali, proteggere i soldi dei contribuenti, mettere l'America al primo posto e eliminare la droga dalle strade.
Kolfage ha spiegato alla Cnn di aver avuto l'idea circa un anno fa dopo aver osservato "l'immobilismo dei nostri politici. Ho ricevuto migliaia di email da cittadini che hanno aspettato in fila per diventare cittadini americani e hanno completato il processo in maniera legale. Mi sono estremamente grati. Stanno donando, da entrambe le parti politiche. Ecco perché il movimento sta crescendo così rapidamente".
"Non abbiamo ancora parlato direttamente con il presidente -ha aggiunto- ma ci piacerebbe. Alla fine, tutto questo è per la sua promessa fatta in campagna elettorale. La gente sta urlando, spero che lui ascolti". Il veterano, in attesa di un segnale dalla Casa Bianca, si è rivolto ad uno studio legale per elaborare un documento che assicuri l'utilizzo del denaro raccolto per la costruzione del muro. Se il progetto dovesse naufragare, le donazioni verranno restituite.