Alexandra Ocasio-Cortez è ciò di cui il mondo ha bisogno

Giovanissima, esperta nell'uso dei social, impegnata sul fronte ecologista e con un passato alle spalle di lavoro con i migranti: la risposta democratica a Donald Trump è stata trovata

Alexandra Ocasio-Cortez

Alexandra Ocasio-Cortez

globalist 1 marzo 2019

È un peccato che la Costituzione americana impedisca a chi ha meno di 35 anni di partecipare alla corsa alla Casa Bianca. Alexandra Ocasio-Cortez di anni ne ha 29, sta ancora pagando il suo debito universitario e quindi, almeno per i prossimi 6 anni, la sua candidatura come presidente degli Stati Uniti è fuori discussione. E forse è meglio così, in fondo. Perché è chiaro a tutti, negli Stati Uniti come nel mondo, che il Partito Democratico statunitense ha trovato, finalmente, la sua risposta a Donald Trump. Ed è una risposta che terrorizza l'estrema destra conservatrice, razzista, suprematista e misogina che aveva trovato in Trump il degno rappresentante. Quindi bisogna farla crescere, costruirla, far sì che possa risultare imbattibile.
Hanno provato ad attaccarla in tutti i modi, primo fra tutti il canale ultraconservatore Fox News: è circolata una fake news su alcune foto nude che la Ocasio Cortez si sarebbe scattata ai tempi dell'Università. Una balla, ma che AOC (come la chiamano i suoi sostenitori) ha saputo smontare non semplicemente dicendo "è falso", ma articolando un discorso sul sessismo figlio del #MeToo e assolutamente coerente: "avrei avuto voglia di non reagire" ha detto in un'intervista a Rolling Stones, "non capisco perché se il Presidente degli Stati Uniti ha aggredito verbalmente e sessualmente delle donne ('grab them by the pussy', 'prendile per la fi*a' dice Trump in un audio di una trasmissione televisiva) nessuno si scandalizza, se una donna si fa delle foto nuda tutti alzano i forconi". Che è come dire, 'col mio corpo faccio ciò che voglio, se non faccio del male a nessuno'. Come invece fa Trump. E questo tipo di narrazione è esattamente ciò di cui il mondo ha bisogno.
Non vecchia come Bernie Sanders (di cui comunque è una grande sostenitrice), capace di veicolare un enorme numero di giovani grazie alla sua capacità di utilizzare i social network che fa impallidire i social media manager della Casa Bianca. Su questo punto, Alexandra è molto schietta: "mi paragonano a Trump o a Obama per come uso i social. C'è un po' una gara a paragonarmi con qualcuno che è venuto prima, ma la verità è che i modi di comunicazione cambiano continuamente. Chi li capisce per primo ha vinto la partita. Ma ci sono delle somiglianze. Le persone che hanno successo sui social media seguono principi simili. Per entrare in risonanza con le altre persone devi dir loro con precisione che intenzioni hai, devi essere pronto a fare degli errori, a essere vulnerabile e imparare lungo la strada". 
Tra le sue battaglie, caso praticamente unico, c'è anche la politica Green: "Dobbiamo ridefinire il discorso sul cambiamento climatico, e dobbiamo farlo parlando di giustizia ambientale. Per molto tempo abbiamo pensato che la legislazione sul cambiamento climatico servisse a salvare gli orsi polari, non le tubature a Flint. Non pensiamo all’aria che respiriamo nel Bronx. Oppure ai minatori che prendono il cancro in West Virginia. Dobbiamo parlare del clima come di una questione di giustizia sociale, giustizia economica e giustizia ambientale".
"La mia generazione è cresciuta in un'America diversa da quella di chi ci governa. I trentenni di oggi erano bambini ai tempi della Guerra in Iraq, dell'11 settembre, della Grande Recessione. Sono temi superati, che appartengono al passato. Noi oggi cominciamo ad avere figli, a sposarci, a cercare di mettere su famiglia con il mutuo dell'università da pagare e il Congresso non è in contatto con questa realtà. C'è un problema di rappresentanza intergenerazionale".
Parole che sognamo di sentire in Italia, o meglio in tutto il mondo occidentale. Speriamo che lei sia la risposta che stiamo aspettando.