Brexit, la May rischia ancora: "se il voto sull'accordo sarà contrario non usciremo mai dall'Ue"

La Prima ministra britannica deve affrontare il secondo voto sull'accordo con Bruxelles in Parlamento la prossima settimana

Theresa May

Theresa May

globalist 9 marzo 2019

Siamo davvero a pochi passi dal 29 marzo e Theresa May sembra andare dritta contro una seconda sconfitta in Parlamento, dove settimana prossima si vota sul suo accordo con la Ue per la Brexit. Michel Bernier, capo negoziatore dell'Ue, ha infatti respinto le sue richieste di concessioni dell'ultimo minuto. 
La May, in un discorso appassionato pronunciato nella città di Grimsby rivolta ai lavoratori dell'impresa Orsted, ha esortato i parlamentari britannici a "farcela" e ad appoggiare il suo accordo, sostenendo che il caso contrario significherebbe "non completare la Brexit e andare avanti con tutte le altre questioni importanti di cui le persone si preoccupano, discutendo per mesi e anni. Se percorreremo quella strada potremmo non lasciare mai l'Ue".
May ha anche esortato la Ue a fare delle nuovi concessioni sul backstop - una soluzione di sicurezza sul confine irlandese nel caso non si trovi un accordo complessivo - prima dei colloqui a Bruxelles che si svolgeranno questo fine settimana. 
Anche l'Unione europea "deve fare una scelta", ha detto il primo ministro britannico. "Siamo entrambi partecipanti a questo processo. È nell'interesse europeo che il regno Unito lasci con un accordo. Stiamo lavorando con loro, ma le decisioni che l'Unione europea prenderà nei prossimi giorni avranno un grande impatto sul risultato del voto".
"I leader europei mi dicono che temono che il tempo stia finendo e che abbiamo solo una possibilità per farlo bene. Il mio messaggio per loro è: ora è il momento per noi di agire".


Il capo negoziatore dell'Ue Barnier ha dichiarato in una serie di tweet che l'Unione europea si è impegnata "a dare al Regno Unito la possibilità di uscire unilateralmente dal singolo territorio doganale, mentre gli altri elementi del backstop devono essere mantenuti per evitare un confine duro". "Il Regno Unito non sarà costretto in un'unione doganale contro la sua volontà", ha aggiunto Barnier.


A lui ha replicato il segretario per la Brexit, Stephen Barclay, secondo il quale "con una scadenza molto reale e incombente, ora non è il momento di ripetere vecchi argomenti". "Il Regno Unito ha presentato nuove e chiare proposte. Ora dobbiamo concordare una soluzione equilibrata che possa funzionare per entrambe le parti", ha commentato Barclay.