La California dice finalmente no alla pena di morte: salvi 740 detenuti

Il governatore Newsom fermerà a San Quintino, il carcere americano più affollato, le condanne capitali ai danni principalmente di imputati neri, latini e con infermità mentale. L'ultima condanna risale al 2006

Newsom

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globalist 13 marzo 2019
La California si evolve e sospende la pena di morte, pratica disumana identificativa dell'America violenta e xenofoba. 
Le esecuzioni risultano essere ferme dal 2006, ma ci sono ben 740 persone in carcere in attesa. 
Nonostante sia il carcere più duro e sovraffollato degli Usa, il governatore Newsom darà il veto alle condanne a morte questa sera asserendo che le principali vittime di condanne capitali sono "imputati con infermità mentale, neri e latini". 
La pena capitale, reintrodotta nel 1976, sarà sospesa oggi.
Il governatore della California, Gavin Newsom, decreterà una moratoria sulle esecuzioni di condanne a morte.
Lo Stato della West Coast è attualmente uno fra quelli con meno esecuzioni in tutti gli Stati Uniti, con un totale di 13.

La moratoria comporterà la chiusura della cella delle esecuzioni nella prigione di San Quintino. Newsom, democratico, oggi farà l’annuncio in un dichiarazione in cui sosterrà che la pena di morte sia stata un «fallimento».
«Ha discriminato gli imputati con infermità mentale, gli afroamericani e i latini e tutti quelli che non si possono permettere di pagare una difesa costosa», dirà il governatore secondo quanto fatto filtrare ai media.
«Non credo che una società civile possa pretendere di essere un leader a livello mondiale finché il suo governo continua a condannare a morte la sua gente», ha aggiunto.

Con questa decisione, la California si unirà alla Pennsylvania, all’Oregon e al Colorado, che hanno già deciso la moratoria sulle esecuzioni.