L'allarme di Amnesty: approvate le riforme di Al-Sisi, diritti a rischio in Egitto

Il parlamento egiziano ha approvato una serie di emendamenti alla Costituzione che consentiranno al presidente di rimanere al potere fino al 2024 senza elezioni

Al-Sisi

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globalist 17 aprile 2019

"La decisione di sottoporre gli emendamenti costituzionali a un referendum, nel contesto dell'attuale repressione ai danni della libertà d'espressione e delle gravi limitazioni cui sono sottoposti i partiti politici e i mezzi d'informazione indipendenti, e' la prova del disprezzo del governo egiziano per i diritti di tutti i cittadini del paese" cosi' Magdalena Mughrabi, vicedirettrice per il Medio Oriente e l'Africa del Nord di Amnesty International, in un comunicato diffuso all'indomani dell'approvazione da parte del parlamento egiziano di una serie di emendamenti alla Costituzione. Questi, se ratificati dal referendum previsto entro 30 giorni, consentiranno al presidente Abdelfattah Al-Sisi di rimanere al potere fino al 2024 senza elezioni e di presentarsi alle successive elezioni per un ulteriore mandato di sei anni.


"Questi emendamenti espandono l'impiego dei tribunali militari per processare imputati civili, pregiudicano l'indipendenza del potere giudiziario e aumentano l'impunita' per le violazioni dei diritti umani commesse dalle forze di sicurezza, rafforzando il clima gia' esistente di repressione nel paese", ha aggiunto Mughrabi.


"Anziche' rispettare gli obblighi dell'Egitto in materia di diritti umani, i parlamentari hanno deciso di approvare emendamenti che faciliteranno la repressione della liberta' d'espressione, di manifestazione e di associazione ed esacerberanno la crisi dei diritti umani nel paese", ha sottolineato Mughrabi.