Rom discriminati sulle case popolari: la Regione Lazio verso la procedura d'infrazione Ue

"Sarebbero discriminate" dice l'Ue in quanto "non sono in grado di dimostrare" alcuni requisiti fondamentali

La famiglia rom minacciata e insultata a Casl Bruciato

La famiglia rom minacciata e insultata a Casl Bruciato

globalist 15 maggio 2019

Nell’assegnazione delle case popolari, secondo l’Unione Europea, “le popolazioni rom sarebbero discriminate”. Lo afferma l’assessore al Bilancio della Regione Lazio Alessandra Sartore nella sua informativa in Consiglio regionale. L’Ue avrebbe quindi aperto una procedura di pre-infrazione nei confronti della Regione Lazio, chiedendo una serie di informazioni nell’ottica della della direttiva 2000/43 sull’uguaglianza razziale. 


Secondo l’Unione, come precisato dall’assessore, la discriminazione nell’assegnazione degli alloggi popolari nei confronti delle popolazioni rom sarebbe dettata “dalla richiesta di requisiti quali la residenza e lo sfratto che, per la loro situazione di fatto, non sono in grado di dimostrare”.


Qualora si passasse alla fase successiva, e si aprisse una procedura di infrazione, la Regione sarebbe coinvolta compatibilmente con la L.R. 12/99 (Disciplina delle funzioni amministrative regionali e locali in materia di edilizia residenziale pubblica) appunto con la direttiva 2000/43.


Il 5 gennaio 2016 la Commissione europea ha chiuso negativamente il caso Eu Pilot (cioè il meccanismo di risoluzione delle problematiche nella fase antecedente l’apertura formale della procedura di infrazione) riservandosi di avviare l’infrazione.