Documento dei tradizionalisti anti-Bergoglio: no a divorzio e gay, sì alla pena di morte

Un documento intitolato "Chiesa nel nostro tempo', elaborato il 31 maggio e pubblicato oggi su 'Corrispondenza Romana', sito degli ultra tradizionalisti cattolici

Il vescovo tradizionalista Athanasius Schneider

Il vescovo tradizionalista Athanasius Schneider

globalist 10 giugno 2019
Gli amici di Bannon. Gli esponenti di quella Chiesa poco cristiana che piace tanto agli spacciatori abusivi di rosari e vangeli come Salvini, ossia la religione come strumento del potere oscurantista,
Un lungo elenco di no e un solo sì, alla pena di morte: è la lista dei cinque prelati tradizionalisti anti-Papa Francesco - il cardinale Raymond Leo Burke patrono dell'Ordine di Malta, il vescovo e il suo ausiliare di Astana in Kazakistan, Tomash Peta e Athanasius Schneider, nonché due prelati emeriti, l'ex arcivescovo di Riga cardinale Janis Pujats, e l'ex arcivescovo di Karaganda, altra diocesi del Kazakistan - che hanno firmato un documento dal titolo 'Verità riguardanti alcuni degli errori più comuni nella vita della Chiesa nel nostro tempo', elaborato il 31 maggio e pubblicato oggi su 'Corrispondenza Romana', sito degli ultra tradizionalisti cattolici.
Citando a più riprese il Concilio Tridentino, senza però attaccare direttamente il Concilio Vaticano II che segnò un forte rinnovamento della Chiesa Cattolica, i cinque firmatari elencano una lunga sequela di divieti e peccati: aborto, eutanasia, divorzio, sesso fuori dal matrimonio, uso di anticoncezionali, eterologa, comunione ai divorziati risposati o conviventi, omosessualità, unioni civili, cambi di sesso. Ed esprimono invece un indiretto sì alla pena di morte.
Scrivono infatti che "conformemente alla Sacra Scrittura e alla tradizione costante del Magistero universale, la Chiesa non ha errato nell'insegnare che il potere civile possa legittimanente esercitare la pena capitale sui malfattori, laddove ciò è veramente necessario per preservare l'esistenza o il giusto ordine della società".