Le Monde accusa: "Il Mediterraneo, cimitero nascosto dei migranti"

Il giornale francese: 426 i migranti affogati da inizio gennaio, mentre 3.750 sono quelli ricondotti in Libia, dove sono "vittime di violenze".

Mediterraneo

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globalist 9 luglio 2019
Un cimitero, come ha detto Papa Francesco. Altro che il finto slogan meno partenze meno morti, visto che essendo drasticamente diminuito il numero il numero delle navi che passano nel mediterraneo (fatte sparire e rese insensibili alle richieste di soccorso, ndr) ora i rischi di affogare per chi parte sono aumentati.
"Il Mediterraneo, cimitero nascosto dei migranti": questo il titolo del quotidiano Le Monde, che oggi dedica alla questione il titolo di apertura. Il giornale precisa che sarebbero 426 i migranti affogati da inizio gennaio, mentre 3.750 sono quelli ricondotti in Libia, dove sono "vittime di violenze".
Mentre sull'isola di Djerba, in Tunisia, "il mare ha restituito decine di corpi dopo un nuovo naufragio, il primo luglio, di un canotto con 86 persone a bordo". "L'Europa - spiega Le Monde - appalta la questione migratoria alla Turchia e alla Libia". E "dal primo gennaio 3.073 persone sono sbarcate in Italia contro le 180.000 del 2016". Da parte sua, l'operazione "navale europea 'Sophia', che ha soccorso 45.000 persone, punta soprattutto a contenere le partenze, finanziando i guardacoste libici". "Il Mediterraneo - conclude Le Monde - e' diventato un 'buco nero' di cui mancano le informazioni, mentre l'Italia ha moltiplicato gli ostacoli per le Ong".