Parigi ammette: "Sono nostri i missili trovati nella base di Haftar"

Il ministero della Difesa francese ha negato che le armi fossero state fornite ai combattenti dalla Francia, che è però tra i principali sostenitori del maresciallo della Cirenaica.

Macron e Haftar

Macron e Haftar

globalist 10 luglio 2019
Parigi ha ammesso la presenza di suoi missili in una base usata da forze leali al generale libico Khalifa Haftar, a Gharian, ma ha negato che sia stata la Francia a fornirli ai combattenti. Il ministero della Difesa francese ha spiegato che i quattro missili Javelin, trovati dalle truppe del premier Fayez al-Serraj nella base di Gharian, dopo la riconquista della località a sud di Tripoli, erano in dotazione alle forze francesi, "schierate a scopi di intelligence antiterrorismo" in Libia.
Tuttavia, i missili "danneggiati e fuori uso" erano stati "temporaneamente immagazzinati in un deposito per la distruzione". "E non sono stati trasferiti alle forze locali", ha sottolineato il ministero in una nota senza però spiegare come siano finite nelle mani dei ribelli filo-Haftar. Queste armi erano "di proprietà delle nostre forze per la loro stessa sicurezza" e "non è mai stata in questione" l'idea di "vendere, cedere, prestare o trasferire queste munizioni a chiunque in Libia", ha ribadito.  
A rivelare il ritrovamento dei missili anticarro era stato il New York Times, il quale aveva riportato le conclusioni di un'indagine del dipartimento di Stato, il quale aveva concluso che le armi erano state vendute a Parigi. Prodotti dalla Lockheed-Martin, i Javelin costano più di 170 mila dollari l'uno e vengono venduti dagli Usa solo a nazioni alleate. Nel 2010 la Francia aveva ordinato a Washington fino a 260 Javelin. Una fonte militare francese, aveva rivelato ancora il New York Times, aveva affermato che i missili, già inutilizzabili, erano stati stoccati temporaneamente in un magazzino in attesa di essere smantellati e non trasferiti alle milizie locali.