L'Onu insiste: "Non penalizzare chi salva vite in mare"

L'Onu e L'Oim hanno firmato una dichiarazione congiunta in cui si chiede di non penalizzare le Ong

Migranti in mare

Migranti in mare

globalist 11 luglio 2019
È solo un parlare al vento, visto che il razzismo e la xenofobia pagano elettoralmente. Almeno di questi tempi: dalle Nazioni unite è arrivato oggi un appello a non ostacolare il lavoro delle organizzazioni non governative che si occupano del salvataggio in mare dei migranti, dopo le polemiche che hanno visto protagonista il vicepremier italiano Matteo Salvini.
L'Alto commissario Onu per i rifugiati Antonio Grandi e il direttore generale dell'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) Antonio Vitorino hanno firmato una dichiarazione congiunta nella quale si chiede che le Ong non vengano "penalizzate per aver salvato vite" in pericolo in mare.
I due alti funzionari onusiani hanno inoltre chiesto che i migranti salvati non vengano più messi su navi commerciali e "rinviati in Libia", dove vengono detenuti. "Ogni aiuto e responsabilità assegnati alle entità libiche interessate dovrebbero essere subordinati alla condizione che nessuno sia arbitrariamente arrestato dopo essere stato soccorso e che il rispetto delle norme relative ai diritti umani venga garantito", continua la dichiarazione congiunta.
I due alti funzionari dell'Onu, inoltre, hanno chiesto che "i 5.600 rifugiati e migranti attualmente detenuti in centri in Libia siano liberati", ricordando quanto accaduto a Tajoura, dove in un attacco ereo all'inizio di questo mese sono morti più di 50 migranti detenuti in un centro di detenzione.