Storpia da xenofobo i versi sulla Statua della Libertà: polemiche sul consigliere di Trump

Ken Cuccinelli, capo dei servizi per la cittadinanza e l'immigrazione, in una intervista ha messo in discussione valori fondanti della nazione americana. E proviene da immigrati italiani....

Ken Cuccinelli

Ken Cuccinelli

globalist 14 agosto 2019
L'amministrazione Trump fa scempio della Statua della Libertà, simbolo di un'America tollerante che accoglie immigrati da tutto il mondo.
A scatenare la bufera uno dei massimi responsabili delle politiche sull'immigrazione della Casa Bianca, Ken Cuccinelli, voluto da Trump a capo dei servizi per la cittadinanza e l'immigrazione, e che in una intervista tv ha messo in discussione valori che sono considerati fondanti della nazione americana. Quel principio di inclusione racchiuso nelle strofe della iconica poesia posta ai piedi del monumento che sovrasta la baia di New York.
Cuccinelli, un fedelissimo di Trump i cui nonni emigrarono dall'Italia, per difendere l'ultima offensiva contro l'immigrazione legale l'ha insomma combinata grossa, attirandosi le critiche di chi lo bolla come razzista.
La stretta su carte verdi e visti di ingresso negli Usa per chi beneficia di sussidi federali come buoni pasto o indennità abitative, varata giorni fa dalla Casa Bianca, colpisce gli immigrati più poveri: ma il diligente funzionario ha pensato bene di stravolgere quei versi che da oltre un secolo rappresentano per tutti il faro da seguire, destra e sinistra, repubblicani e democratici, senza fare differenze tra razze o religioni.
"Mandatemi i vostri stanchi, i vostri poveri, le vostre masse infreddolite desiderose di respirare libere, i rifiuti miserabili delle vostre spiagge affollate. Mandatemi loro, i senzatetto, gli scossi dalle tempeste, e io solleverò la mia fiaccola accanto alla porta dorata", scrisse nel 1883 la leggendaria poetessa Emma Lazarus, nel sonetto intitolato New Colossus composto proprio per raccogliere fondi per la statua. L'inscrizione fu posta ai piedi della statua nel 1903.
Alla domanda se queste parole rappresentassero ancora i valori dell'American Dream, Cuccinelli ha risposto: "Mandatemi i vostri stanchi, i vostri poveri, ma quelli che possono stare in piedi su due piedi da soli e non diventeranno una zavorra pubblica". Apriti cielo, sui social si è scatenata la protesta tra chi accusa l'alto funzionario di essere un puro e semplice "yes man" di Trump e chi si chiede se mettendo in discussione un emblema come la Statua della Libertà attraverso una "interpretazione razzista" di versi ai suoi piedi non si sia oramai passato il segno.
Cuccinelli poi, nello spiegare le sue parole ha persino peggiorato la situazione, sostenendo che quei versi si riferivano agli immigrati che venivano dall'Europa, non ad altri: "Riguardano le società europee che erano classiste, dove la gente era considerata miserabile se non apparteneva alla giusta classe sociale". Ha quindi aggiunto che la targa ai piedi del monumento fu messa proprio quando in Congresso passo' la prima legge che concesse aiuti federali agli immigrati più poveri: "Una tempistica molto interessante...".
Due anni fa Stephen Miller, consigliere politico di Trump e architetto delle politiche trumpiane sull'immigrazione, liquidò la poesia di Emma Lazarus affermando che fu aggiunta in un secondo momento e che non c'entra nulla con la Statua della Libertà. Ma anche molti leader dei suprematisti bianchi, come l'ex leader del Ku Klux Klan Dave Duke e l'esponente neonazista Richard Spencer, hanno spesso criticato la poesia definendola "brutta e simbolo di debolezza", e accusando Lazarus di voler trasformare l'America nel "rifugio degli scarti umani del mondo".