L'Etero-Pride di Boston: un centinaio di omofobi contestati da migliaia di attivisti Lgbtq

Quasi tutti i manifestanti indossavano magliette e cappelli pro-Trump e hanno insistito particolarmente sull'eliminare le teorie gender nelle scuole

Manifestanti all'etero pride

Manifestanti all'etero pride

globalist 1 settembre 2019

La ridicola parata 'Etero Pride', annunciata da mesi e contestata - nonché presa in giro - da molte personalità americane e internazionali, è andata in scena a Boston nella giornata di sabato. Si contavano circa 200 persone, mentre un migliaio erano i contro-manifestanti che sono scesi in strada contro l'omofobia. Si sono registrati scontri con la polizia e ci sono stati alcuni arresti, sui quali si è espressa la deputata Alexandra Ocasio-Cortez su twitter, lanciando una campagna di raccolta fondi per aiutare gli attivisti Lgbtq di Boston. 
La parata è stata organizzata da Milo Yannopoulos, una delle figure più controverse del panorama dell'alt-right (l'estrema destra) americana: apertamente omosessuale lui stesso, Yannopoulos è uno dei principali avversori dei diritti civili, sostenendo che i gay non dovrebbero dichiarare il loro stile di vita, affermando più volte che l'omosessualità sia un peccato e che se avesse potuto scegliere non sarebbe stato omosessuale. Yannopoulos è anche sposato con il compagno, nonostante sia uno dei più feroci critici del matrimonio omosessuale. 
Molti dei presenti alla marcia indossavano i cappelli con lo slogan di Donald Trump 'Make America Great Again'. Un altro degli organizzatori, John Hugo, ha apertamente supportato Trump durante i discorsi alla parata e ha dichiarato di non essere 'anti-gay' ma di opporsi alle teorie gender e queer, soprattutto nelle scuole. I manifestanti sono stati invece meno diplomatici: molti di essi hanno infatti dichiarato che essere gay dovrebbe essere scritto sui curricula di chi vorrebbe insegnare, un vero e proprio invito alla discriminazione.