Omofobia, il Parlamento Ue preoccupato: l'odio verso la comunità Lgbt cresce in tutta Europa

In Polonia sono state istituite delle aree 'libere dalle persone Lgbt', in Romania, Spagna, Regno Unito, Estonia e Ungheria i discorsi omofobi sono usati dalle destre nelle campagne elettorali

Lgbt

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globalist 18 dicembre 2019
Il Parlamento europeo ha votato a favore di una risoluzione per esprimere preoccupazione per il crescente numero di attacchi omo-bi-transfobici contro la comunità Lgbti nell'Ue da parte anche di funzionari statali, governi nazionali e locali e politici. Ad esempio, delle dichiarazioni omofobe sono state dette durante una campagna referendaria in Romania e le destre estreme sfruttano l'omofobia per le loro campagna elettorali in Estonia, Spagna, Regno Unito, Ungheria e Polonia. 
In particolare, i deputati condannano l'istituzione, dall'inizio del 2019, delle aree "libere dall'ideologia Lgbti" da parte di decine di comuni, contee e regioni del sud-est della Polonia. Tramite circolari non vincolanti, i governi locali sono stati invitati ad astenersi dall'intraprendere qualsiasi azione che incoraggi il rispetto verso persone Lgbti ed evitare di fornire assistenza finanziaria alle Ong che lavorano per promuovere la parità di diritti. Il Parlamento europeo esorta le autorità polacche a revocare tutte gli atti che attaccano i diritti delle persone Lgbti.
Inoltre, i deputati chiedono alla Commissione di monitorare come vengono utilizzati tutti i finanziamenti comunitari, sottolineando che tali fondi non devono essere utilizzati a fini discriminatori.
Il Parlamento deplora inoltre gli attacchi contro le persone Lgbti da parte delle autorità pubbliche di alcuni Stati membri, che hanno avuto come obiettivo le istituzioni educative e le scuole. I deputati ricordano che le scuole dovrebbero essere luoghi che rafforzano e proteggono i diritti fondamentali di tutti i bambini. La Commissione e gli Stati membri dovrebbero intraprendere azioni concrete per porre fine alle discriminazioni che possono portare al bullismo, agli abusi o all'isolamento delle persone Lgbti negli edifici scolastici.
Infine, sebbene nella maggior parte degli Stati membri siano in vigore misure legali contro la discriminazione, queste non sono sufficientemente attuate, lasciando le persone Lgbti vulnerabili ai crimini motivati dall'odio, ai discorsi di odio e alla discriminazione. Infine, si sottolinea che la Direttiva UE sulla non discriminazione, bloccata dai ministri dei Paesi membri da 11 anni, contribuirebbe a colmare questa lacuna nella protezione.