Israele, il ministro Peretz: "Grazie a Dio i miei figli non sono gay, sono cresciuti in un ambiente sano"

Rafi Peretz è ministro dell'Istruzione e non è la prima volta che ha uscite del genere: già l'anno scorso si era detto a favore delle terapie per 'convertire' i gay

Rafi Peretz

Rafi Peretz

globalist 12 gennaio 2020
In Israele si torna alla buona vecchia omofobia: il ministro dell'Istruzione Rafi Peretz (un rabbino, leader del partito confessionale 'Focolare ebraico'. Un po' come se da noi all'Istruzione mettessimo Adinolfi, o Lorenzo Fontana), si è espresso in questi termini a una domanda su come reagirebbe se uno dei suoi figli fosse gay: "Ringraziando il Cielo i miei figli sono cresciuti in un ambiente naturale e sano e mettono su le proprie famiglie basandosi su valori ebraici". Poi, come se ci fossero dubbi, ha precisato: "famiglia normale, che si basa su un uomo e su una donna". 
Le sue parole sono state criticate dal presidente dell'associazione degli insegnanti Ran Erez. In diversi istituti scolastici le lezioni si sono aperte oggi con approfondimenti sui diritti della comunità Lgbt in una società democratica. In seno al governo, Peretz è stato criticato dal ministro della Giustizia Amir Ohana (Likud), lui stesso omosessuale. In un editoriale Haaretz sostiene che "il pensiero oscurantista di Peretz lo rende inadatto a fungere da ministro dell'istruzione in Israele".
Peretz era stato duramente contestato anche la scorsa estate a causa di commenti in sostegno a presunte terapie per "convertire" i gay. Attivisti per i diritti Lgbt avevano inscenato dimostrazioni contro di lui.