Parole che tentano di smorzare i toni: il governo iraniano “lavora quotidianamente per impedire un confronto militare o la guerra”.
Lo ha dichiarato il presidente della Repubblica islamica dell’Iran, Hassan Rohani, nel mezzo delle forti tensioni con Washington per l’uccisione del generale Qassem Soleimani in un raid americano a Baghdad. Rohani, in un discorso trasmesso dalla tv di Stato, ha anche sottolineato che il dialogo tra l’Iran e il mondo è difficile ma “possibile”.
Ha poi aggiunto che il suo Paese “non ha più vincoli” riguardo il suo programma nucleare dopo il ritiro degli Stati Uniti dalla storica intesa siglata da Teheran con le grandi potenze mondiali. “L’amministrazione americana ha pianificato la distruzione del regime nella Repubblica Islamica nel giro di tre mesi”, ma – ha detto – “la partecipazione del popolo alle elezioni e la sua resistenza hanno allontanato il fantasma della guerra contro il nostro Paese”, come riporta l’emittente iraniana in arabo al Alam.
Quindi riferendosi al presidente americano ha affermato: “Trump ha dato origine a problemi non solo con noi ma con tutti”.
“Tutti hanno condannato Trump dopo il suo ritiro dall’accordo nucleare”, ha detto ancora prima di aggiungere che “oggi non abbiamo nessun vincolo nel nostro programma nucleare”.
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