Soleimani: la smania di potenza di Trump mette a rischio il mondo

Non era inimmaginabile che il presidente Usa potesse ricorrere ad un atto di forza brutale come quello cui il mondo ha assistito sbalordito ed attonito nella notte tra giovedì e venerdì a Baghdad.

Proteste dopo l'assassinio di Souleimani

Proteste dopo l'assassinio di Souleimani

Nuccio Fava 3 gennaio 2020

Con la tecnologia di cui dispone i sempre più sofisticati strumenti di morte e l’efficienza dei servizi di spionaggio e di sicurezza non era tuttavia inimmaginabile che il presidente Usa potesse ricorrere anche ad un atto di forza brutale come quello cui il mondo ha assistito sbalordito ed attonito nella notte tra giovedì e venerdì.


Un atto sicuramente grave e irresponsabile che solo l’ira e la smania di potenza di Trump poteva sconsideratamente mettere in campo. La reazione di risposta dei paesi della tormentata regione è carica di odio  e di vendetta.


L’opposto di cui ci sarebbe bisogno come anche di recente hanno ricordato il presidente Mattarella e Papa Francesco hanno ricordato con i loro freschi messaggi di fine anno. Il mondo si mostra sconvolto, tutti i popoli sono inesorabilmente contrari alla guerra, inesorabilmente pagata soprattutto dalle popolazioni civili e da milioni di donne e bambini in fuga verso un porto in cui riparare, con la crescita di milioni di esseri umani alla ricerca di un qualche porto meno precario e insicuro in cui ricominciate a vivere.


Non riusciamo ad abituarci mai alle teorie di disperati che cercano riparo, affogano nel Mediterraneo, varcano sentieri impervi e desolati dove approdare. Sono in movimento tutte le cancellerie del mondo, con linguaggi più o meno diplomatici e reazioni umanitarie di ogni tipo che dicono comunque la disumanità e inaccettabilità di un nuovo conflitto mondiale.


Mentre tutto questo accade scopro su Rai 1 la brillante trasmissione “la prova del cuoco” condotta dall’ex fidanzata di Salvini. Servirà forse ad attenuare la tensione, ma certo non mi pare una risposta adeguata a quanto sta accadendo nel mondo intero. Forse la responsabilità civile del servizio pubblico richiederebbe altro, come approfondimento e narrazione della complessità di tutta la storia che riguarda il Medio oriente , le responsabilità anche passate degli Stato Uniti, gli errori e le contraddizioni specie negli ultimi mesi di rinnovata guerra fredda. Vale del resto anche per settori radio televisivi diversissimi.


Lo sport Rai per esempio del tutto latitante nonostante l’interesse crescente specie tra i giovani. Smanettando mi sorprendo i fuochi catastrofici che sconvolgono l'Australia da ogni parte. Ciò nonostante è in corso una partita bellissima che l’Italia rischia quasi di vincere contro la Russia.
Niente di simile ad un ipotetico confronto Conte-Putin né la sostituzione di un confronto russo italiano. Ma anche di questo sulla Rai probabilmente non ci sarebbe traccia perché di tratterebbe comunque di una partita di tennis. Naturalmente ci sono la Tosca e Fiorello che al fondo sono eccezioni che nulla hanno a che vedere con la qualità ordinaria della programmazione, meriti essenzialmente della Scala e dell’eccezionalità delle doti di Fiorello.
E’ la Rai quotidiana inadeguata ed insufficiente nel servizio informativo, culturale e civile da rendere agli italiani che tra l’altro o pagano il canone pur essendo invadi in continuazione da messaggi pubblicitari di ogni tipo. Ma di questi temi non si discute, non c’è nessun vertice in vista, tutti si accontentano delle eterne” marchette” e delle comparsate a “porta a porta” et similia.