La bufala sui nordafricani assassini di Cerciello? Diffusa con l'aiuto di due carabinieri e un finanziere

Una foto segnaletica con la notizia della cattura di tre marocchini e un algerino. Ma era tutto falso.

La falsa notizia sui nordafricani assassini del vice-brigadiere

La falsa notizia sui nordafricani assassini del vice-brigadiere

globalist 27 luglio 2019

Quattro foto segnaletiche con i volti di quattro assassini - tre marocchini e un algerino - è stata diffusa sul web e ha contribuito per alcune ora alla caccia all’immigrato e provocato l’ondata d’odio razzista.
Peccato che si trattasse di una incredibile bufala, completamente inventata.
Non era vero che fossero stati catturati. Non era vero che fossero nordafricani. Non era vero nulla.
Peccato però - come ha ricostruito Simone Fontana su Wired - che la storia completamente falsa fosse stata pubblicata sulla pagina Facebook Puntato, L’App degli Operatori di Polizia annuncia la cattura di quattro nordafricani, “tre cittadini di origini marocchine e uno di origini algerine”, con tanto di foto segnaletiche e occhi coperti per tutelarne la privacy.



Un falso clamoroso, quasi subito cancellato. Ma considerando che la pagina ha 181.856 follower è evidente che anche pochi minuti in una pagina considerata attendibile avessero scatenato il putiferio.
Del resto la pagina è amministrata da due carabinieri attualmente in servizio.



E come mai questa storia??
Nello stesso tempo sul web sono finite le schede segnaletiche delle persone indicate falsamente come assassine che mi parte provenivano da un gruppo Facebook chiuso frequentato da uomini legati alle forze armate o appassionate di temi militari.
Ma subito dopo la falsa notizia è rimbalzata su un’altra pagina Facebook dichiaratamente ‘sovranista’ chiamata “Soli non siamo nulla. UNITI Saremo TUTTO”.


La descrizione della pagina è tutto un programma: "Gruppo di discussione e programmazione per la nascita di un movimento popolare.
Unica soluzione per risollevare la nostra ITALIA da questo abisso senza fine è l'unità di intenti di tutte le forze nazionaliste e sociali". 


La pagina aggiungeva alle fasulle foto segnaletiche il commento: Ora lasciateli a noi colleghi ed al popolo, faremo noi giustizia”. 



Anche in quel caso il post è stato successivamente cancellato, ma dopo un numero di ore necessario perché la bufala si propagasse a macchia d’olio.
In questo caso ad amministrare la pagina è un appartenente alla Guardia di Finanza di lungo corso, Valerio Galuppi, che nelle sue pagine Facebook mostrava ripetutamente contenuti di estrema destra, foto di CasaPound con la scritta #noiussoli ma soprattutto la contrastatissima marcia “Tutto per la Patria” organizzata da Forza Nuova per ricordare la Marcia su Roma di Mussolini mascherata come una iniziativa per la ‘libertà di espressione”.




In un altro profilo un post che riprendeva un commento contro Virginia Raggi ‘colpevole’ di voler togliere la scritta CasaPound al palazzo occupato e in più volgarità contro l’Anpi e Carola Rackete.


Altrove commenti e altro riconducibili al fascismo. E ovviamente contro i migranti.