“Laura Antonelli, la diva malinconica”, alle 22 su Rai Storia: ospiti e anticipazioni del documentario del 19 giugno
Top

“Laura Antonelli, la diva malinconica”, alle 22 su Rai Storia: ospiti e anticipazioni del documentario del 19 giugno

“Laura Antonelli, la diva malinconica”, prodotto da Tipota Movie Company in collaborazione con Rai Documentari e con il sostegno dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, in onda mercoledì 19 giugno alle 22 su Rai Storia.

“Laura Antonelli, la diva malinconica”, alle 22 su Rai Storia: ospiti e anticipazioni del documentario del 19 giugno
Laura Antonelli
Preroll

globalist Modifica articolo

19 Giugno 2024 - 14.45


ATF

Chi era davvero Laura Antonelli? Lo racconta il documentario di Bernard Bédarida e Nello Correale, “Laura Antonelli, la diva malinconica”, prodotto da Tipota Movie Company in collaborazione con Rai Documentari e con il sostegno dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, in onda mercoledì 19 giugno alle 22 su Rai Storia.

Un ritratto delle diverse sfaccettature dell’attrice, dagli inizi della sua vita alla sua scomparsa, a Ladispoli, il 22 giugno 2015.
Prima di diventare la “Divina creatura” da tutti conosciuta, Laura Antonelli aveva avuto “un’infanzia disperata e infelice”, come lei stessa amava dire. Proveniva da una famiglia di sfollati istriani, profughi in giro per l’Italia nell’immediato Dopoguerra.

Ambiziosa e intraprendente, grazie anche a una bellezza indiscutibile, approda a Roma all’inizio degli anni 60 e insegna educazione fisica, professione piuttosto inusuale per una ragazza dell’epoca. Grazie al suo aspetto estremamente fotogenico arrivano le pubblicità televisive, i primi fotoromanzi e alcuni piccoli ruoli cinematografici in una successione di film d’autore e commediole “osées”. Nel 1972 sceglie il ruolo che la segnerà per la vita intera: quello di Angela La Barbera nel film “Malizia” di Salvatore Samperi, che oggi compie 50 anni e che le valse il David di Donatello e il Nastro d’Argento come miglior attrice protagonista. Fortemente voluta dal regista, Laura Antonelli, che aveva appena girato “Il merlo maschio”, con “Malizia” sbanca i botteghini. Da quel momento la sua vita personale ed artistica non sarà più la stessa.

Leggi anche:  "Stupor Mundi", alle 23.00 su Rai 2: ospiti e anticipazioni della puntata di martedì 18 giugno 2024

Finiscono le interpretazioni serie, come l’intrigante Gradiva di Giorgio Albertazzi. Sono gli anni della vita mondana, del successo e delle copertine dei rotocalchi. I viaggi da Roma a Parigi e a Londra, i flirt veri e presunti, il grande amore con Jean-Paul Belmondo. Per Luchino Visconti era “la donna più bella dell’Universo”, i maggiori registi italiani Risi, Comencini, Bolognini e Scola se la contendevano. Le viene così cucita addosso la pelle del sex-symbol, un’immagine che delizierà il pubblico maschile di mezza Europa. E poi è successo quel che succede spesso.

Con l’età, quella bellezza, che era il suo fascino, diventa la sua dannazione. Lo stesso strepitoso successo che ne aveva fatto l’icona sexy dell’Italia la porterà, dopo 19 anni, a una scelta infelice, “Malizia 2000”, il sequel della pellicola che le aveva dato la notorietà, ma che in breve tempo la trascina verso l’oblio e una fine tragica. Quando smette di recitare ha solo 50 anni. Dei seguenti 24 anni della sua vita – un terzo della sua esistenza – si sa poco o nulla.

Leggi anche:  “Julie & Julia”, alle 21.15 su Rai 5: la trama e il cast del film in onda martedì 18 giugno 2024

Il documentario è arricchito dalle testimonianze di molte personalità del mondo del cinema che hanno recitato con lei, tra cui Jean-Paul Belmondo – nella sua ultima e toccante intervista – Giancarlo Giannini, Michele Placido, Claudia Gerini e Daniela Poggi, e dagli aneddoti raccontati dagli pochi amici, Marco Risi, Francesca D’Aloja, Ivan Pavicevac e Simone Cristicchi. Le loro voci, alternate alle fotografie, agli estratti dei film e all’analisi del critico cinematografico Valerio Caprara, hanno permesso di raccontare i diversi aspetti dell’attrice ed evocare, con garbo e rispetto, gli ultimi anni di un artista che il pubblico non ha mai dimenticato.

Native

Articoli correlati