Chi dice che Il 25 aprile sia un derby tra comunisti e fascisti si oppone alla storia

Maria Grazia Sestero, presidente provinciale dell'Anpi di Torino replica alle buffonate di sovranisti e amici dei nostalgici del Duce: la nostra democrazia è figlia dell'antifascismo e della Resistenza

Partigiani dopo il 25 aprile

Partigiani dopo il 25 aprile

globalist 22 aprile 2019
La Resistenza, i partigiani, la liberazione dal nazi-fascismo. In gioco c’è la democrazia, la Costituzione. La storia di chi lottò contro la dittatura criminale e regalò alle generazioni future un paese democratico.
 ''Se per qualcuno il 25 aprile è un derby tra comunisti e fascisti si oppone alla storia''. Così, colloquiando con l'Adnkronos alla vigila del settantaquattresimo anniversario della Liberazione, Maria Grazia Sestero, presidente provinciale dell'Anpi di Torino che sottolinea: ''la nostra democrazia è figlia dell'antifascismo e della Resistenza, quindi, bisogna conoscere quella storia perché con il 25 aprile comincia la fase nuova dell'Italia. Solo con l'informazione e la conoscenza è possibile la ricostruire la verità storica. Il percorso è difficile ed è per questo che lavoriamo molto su giovani e scuole''.
''Il 25 aprile è festa nazionale e io ci tengo a sottolinearlo perché deve essere celebrata dalle istituzioni che rappresentano la Repubblica, da Comuni, amministrazioni locali, governo, e quando qualche sindaco e anche un vice presidente del Consiglio ritengono che non sia una festa da celebrare, questo qualche problema lo pone'', prosegue Sestero che aggiunge: ''Quest'anno per la presenza di risorgenti formazioni neofasciste e di un clima particolare che fomenta odio e razzismi c'è molta più attenzione a questa ricorrenza, e di questo noi ne abbiamo riscontro con la richiesta di nuove adesioni all'associazione che lo scorso anno, per esempio, hanno compensato le perdite dovute al naturale turn over''. 
A Torino le celebrazioni avranno inizio la sera del 24 aprile: la tradizionale fiaccolata, accompagnata dalla banda della Polizia municipale, partirà da piazza Arbarello e raggiungerà piazza Castello, dove, dopo il saluto delle autorità cittadine, ci sarà l'orazione ufficiale del presidente emerito dell'Anpi, Carlo Smuraglia.
Il giorno successivo al cimitero monumentale cittadino una funzione religiosa ricorderà le vittime della deportazione politica e razziale, i partigiani caduti, le vittime della guerra, ma molte altre sono le iniziative organizzate in città e provincia. E come sempre, sotto la Mole, al fianco delle associazioni partigiane ci sarà la comunità ebraica.
''A Torino non abbiamo alcun problema, ma se c'e' qualcuno che mette in discussione la presenza della Brigata ebraica alle celebrazioni per il 25 aprile fa un cattivo servizio alla memoria della Resistenza'', conclude Sestero. 
 Un'opinione condivisa da Dario Disegni, presidente della Comunità Ebraica torinese che all'Adnkronos dice ''anche quest'anno come tutti gli anni saremo presenti alla fiaccolata, anzi, quest'anno saremo al fianco di istituzioni, associazioni di partigiani con la cittadinanza ancora più convinti perché purtroppo assistiamo nel Paese a rigurgiti di nazifascismo, razzismo e antisemitismo''.
Ricordando, poi, le polemiche che talvolta hanno accompagnato la partecipazione della brigata ebraica alle sfilate del 25 aprile, Disegni osserva: ''la Brigata ebraica ha fatto parte integrante della lotta per la Liberazione del nostro paese a cui ha contribuito con un tributo di sangue notevole, quindi le polemiche pretestuose sono dare respingere con la massima fermezza. Stiamo assistendo con molta preoccupazione in tutta Europa e anche in Italia al risorgere di fenomeni di intolleranza, di razzismo, di xenofobia e di odio verso i diversi. È un clima molto preoccupante nei confronti del quale noi siamo molto vigili e cerchiamo di opporci imbracciando le uniche due vere armi in grado di contrastarlo'', conclude.