Compravendita di senatori, ve la ricordate? Per Berlusconi reato prescritto

Al centro di quello scandalo tra il 2006 e il 2008 il caso De Gregorio, senatore dell'Idv passato a Forza Italia per tre milioni di euro pur di far cadere il governo Prodi

Berlusconi e De Gregorio

Berlusconi e De Gregorio

globalist 2 luglio 2018

Va confermata la prescrizione del reato contestato a Silvio Berlusconi per la 'compravendita' di senatori tra il 2006 e il 2008. Lo ha chiesto il sostituto pg della Cassazione Luigi Orsi, sollecitando il rigetto del ricorso del leader di Forza Italia che, invece, si è rivolto alla Suprema Corte per ottenere un'assoluzione piena.
Il pg, davanti alla sesta sezione penale della Cassazione, ha quindi chiesto una sostanziale conferma della sentenza emessa il 20 aprile 2017 dalla Corte d'appello di Napoli, che aveva dichiarato prescritto il reato di corruzione contestato a Berlusconi e all'ex direttore dell'Avanti Valter Lavitola. La prescrizione è stata confermata dalla Suprema corte.


In primo grado, nel 2015, entrambi gli imputati erano invece stati condannati a 3 anni di reclusione nonchè all'interdizione per 5 anni dai pubblici uffici.
Al centro del processo c'è la cosiddetta "Operazione libertà", ovvero una 'sottrazione' di senatori alla maggioranza di centrosinistra che, tra il 2006 e il 2008, sosteneva il governo Prodi a Palazzo Madama. All'ex senatore Sergio De Gregorio - che ha patteggiato una condanna a 20 mesi nel luglio del 2013 - secondo la ricostruzione degli inquirenti, furono versati tre milioni di euro. Nel settembre 2006, De Gregorio lasciò l'Italia dei Valori, che faceva parte dello schieramento di centrosinistra, fondò il movimento Italiani nel Mondo e aderì a Forza Italia.