Angela Staude Terzani: il disprezzo leghista verso Tiziano è un segnale d'intolleranza

La moglie dello scrittore risponde alla giunta di Udine: «Sarebbe irresponsabile lasciar portar via il festival Vicino lontano e il premio: fosse solo questo pazienza, ma in discussione c'è la democrazia»

Tiziano Terzani e Angela Staude Terzani

Tiziano Terzani e Angela Staude Terzani

globalist 30 marzo 2019
Ste. Mi.

Angela Terzani Staude, la moglie del giornalista-scrittore morto nel 2004, non si arrende: non lascia che il festival "Vicino lontano - premio Terzani" abbandoni Udine. Perché, afferma, riducendo da 30mila a 10mila il contributo del Comune e impiegando parole di disprezzo verso il giornalista - scrittore, la giunta leghista non adotta semplicemente un provvedimento passeggero: invia invece un segnale al quale opporsi perché la democrazia non è diritto acquisito una volta per tutte e qui come altrove è in gioco qualcosa di più di un festival.

La giunta leghista di Udine affossa il premio Terzani: "Roba da comunisti"

Signora, come ha saputo della scelta della giunta leghista?
Da una giornalista di Udine del Messaggero Veneto, Giacometta Pellizari. Era presente all'interrogazione in aula, ha ascoltato attentamente e ha scritto un pezzo.
Non lo ha saputo dalla giunta quindi.
No, a me non avevano comunicato niente.
L'assessore Cigolot ha usato parole pesanti.
Da una parte lo definiscono «un santo secolare», «comunista, dall'altra parte l'assessore dice che è un uomo di cui dubita la natura. Vogliamo informarci meglio?
Probabilmente usano parole di disprezzo proprio perché sono informati: Terzani rappresenta un modo di vivere e di pensare critico.
Hanno usato parole veramente offensive, aggrediscono la natura di Tiziano. L'assessore si è rivolto all'individuo, all'essere umano che ha cercato sempre, fin dal suo primo libro "Un indovino mi disse", di tirare fuori ciò che ci affligge di là dal giornalismo e della politica. Siamo tutti disorientati e poco felici, la vita non ci è facile in questa maniera globalizzata e ciò ha reso Tiziano popolare: il suo occuparsi delle persone lo ha fatto amare dalla gente.
Per la giunta leghista il modo in cui lo ha fatto non è un merito. Anzi, probabilmente è una colpa.
È un vedere le cose in modo superficiale. Così si tratta con disprezzo anche la città di Udine. Non per sragioni politiche ma per interesse a un nuovo pensiero al festival Vicino Lontano gli udinesi sono sempre venuti a frotte, il teatro Giovanni da Udine era sempre gremito non perché sia una manifestazione politica ma è di cultura.
Scusi, però non possiamo sorprenderci. Un assessore leghista gettò in un cassonetto le poche cose di un barbone e se ne vantò sui social, il disprezzo verbale verso chi non aderisce a quel pensiero è una costante. Scelte come questa della giunta non saranno semplicemente un preludio ad altro?
Senza dubbio è un primo segnale di come saremo trattati. Infatti temo questo. Se fosse solo il caso del festival e del premio intitolato a Tiziano direi "va bene, la vedete così, tanti saluti". Invece non la vedo così: è il segnale di un comportamento non democratico, non tollerante, e non è tollerabile. Non voglio fare chissà quali guerre, anche se molti mi dicono di togliere il premio da Udine. No, posso toglierlo. Dopo 15 anni di collaborazione con la città e i suoi cittadini, mi hanno fatto cittadina onoraria con il 100% voti da destra e sinistra, mi sento cittadina di Udine perciò dall'oggi a domani non levo le tende, non vedo perché: sarebbe irresponsabile. Mi si dica chiaramente cosa ha fatto di male Tiziano.
Forse i libri che ha scritto sono già visti come qualcosa di male. Per adesso il potere leghista toglie semplicemente fondi, un giorno con più potere non potrebbe andare ben oltre?
Sono tedesca, se si comincia così so dove arriveremo, per questo bisogna vigilare. Brava la stampa che vigila, se non lo faceste voi chi lo farebbe? Non avremmo altro portavoce. La stampa ha l'enorme responsabilità nel prendere sul serio queste avvisaglie, è la democrazia in gioco. Dobbiamo tutti stare attenti: siamo vissuti con la democrazia e pensiamo sia un diritto di nascita, invece ce la dobbiamo conquistare, stare attenti alla prevaricazioni. Se la perdiamo non sarà allegro, lo so, io ci ho vissuto.
Firenze, dove vive, non le ha proposto nulla?
Il sindaco Dario Nardella mi ha proposto subito di portare il festival a Firenze se ci buttano fuori, ha detto che la città è pronta. Ma non sono pronta io a farmi buttare fuori, mi sento responsabile verso l'associazione Vicino lontano che ha lavorato gratuitamente per 15 anni, sono responsabile per la cittadinanza a Udine. Sono gratissima a Nardella, che sia immediatamente intervenuto, ciò mi dà molta forza, ha detto anche di essere disposto a raccogliere fondi, è un bel gesto, ma voglio stare lì. Per le ragioni che ho detto.