Mes, gelo anche tra Conte e Di Maio: per il M5s il premier è "troppo sbilanciato sul Pd"

"Di Maio ha espresso delle criticità per conto del Movimento, ma in un negoziato così complesso è comprensibile" ha spiegato Conte uscendo da Palazzo Madama

Conte e Di Maio

Conte e Di Maio

globalist 2 dicembre 2019

È stata una giornata lunga per Giuseppe Conte: prima alla Camera e poi in Senato, il premier ha dovuto difendersi con le unghia dalle accuse di Salvini ma il suo messaggio rivolto al leader della Lega è stato letto dal M5s come un monito anche a Luigi Di Maio. Gelo tra i due, tanto che le comunicazioni ufficiali sono affidate alle diplomazie di Palazzo Chigi.
"Di Maio ha espresso delle criticità per conto del Movimento, ma in un negoziato così complesso è comprensibile" ha spiegato Conte uscendo da Palazzo Madama: "Ci sono questioni aperte su aspetti importanti che riguardano sia il funzionamento del Mes che la road map sull'unione bancaria e l'Italia affronterà il negoziato con determinazione".
In una nota Luigi Di Maio ha effettivamente fatto un plauso al premier per aver messo a tacere falsità e fake news, ma ha comunque ribadito la necessità di "dover rivedere questa riforma che, ad oggi, presenta criticità evidenti".
Il vero cruccio dei cinque stelle sarebbe che il discorso di Conte è stato totalmente sbilanciato sul Pd.
Per quanto riguarda il testo del trattato, è rimasto comunque blindato, ma Conte ha assicurato: "il nuovo trattato non modifica affatto la disciplina". Quanto all'ipotesi che il fondo possa mettere in difficoltà l'economia nazionale, "abbiamo cercato e ottenuto - ha aggiunto - regole vantaggiose per l'Italia", anche "nel remotissimo caso in cui" dovesse fare ricorso ai fondi Mes.