Il regno di Erdogan: il genero diventa ministro e lui controlla anche i teatri

Il leader di Ankara ha stabilito l'abolizione dell'Opera e del Teatro di Stato. Ha piazzato il genero Berat Albayrak all'Economia, ministero chiave, e chi si oppone finisce dentro

Erdogan

Erdogan

globalist 11 luglio 2018

Tutto nelle sue mani.  L'intera Turchia. E chi si oppone finisce dentro. Recep Tayyip Erdogan mette sotto il suo controllo anche i teatri di Stato e l'Opera e il Balletto di Stato della Turchia. Con un decreto presidenziale emanato subito dopo il suo insediamento di lunedì, il leader di Ankara ha stabilito l'abolizione dei due enti e il trasferimento delle relative strutture e competenza sotto la gestione della Presidenza della Repubblica. Si tratta dell'ennesima iniziativa di accentramento di poteri in Turchia, che secondo Erdogan serve soprattutto a snellire la burocrazia ma per le opposizioni determina un controllo sempre più ampio della vita pubblica sotto il "regime di un uomo solo". La decisione sta suscitando forti proteste anche sui social network. Anche dal punto di vista dell'esecutivo che Erdogan aveva promesso sarebbe stato formato da tecnici, possibilmente non ostili ai mercati, le speranze sono andate deluse. L'uomo che guiderà il ministero dell'Economia, il più importante è Berat Albayrak, il genero di Erdogan, che fino a ieri guidava il ministero dell'Energia.


E intanto prosegue l'ondata di arresti. Gli ultimi in ordine di tempo sono quattro studenti del politecnico Odtu arrestati dalla polizia per aver mostrato uno striscione contro il presidente  Erdogan durante la cerimonia per la consegna dei diplomi di laurea avvenuta lo scorso 6 luglio. I quattro sono saliti sul palco mostrando uno striscione che accusava Erdogan di essere un dittatore, tanto è bastato a far scattare l'accusa di "vilipendio nei confronti del presidente della repubblica", con conseguente arresto e conferma di misura detentiva da parte del giudice, arrivata questa mattina..