Brucia la California; in cenere 114mila ettari. E Trump delira

Il rogo di Mendocino va avanti dal 27 luglio e ci vorrà almeno un'altra settimana per spegnerlo. Mentre il Presidente Usa indica come soluzione anti incendio lo sradicamento di tutti gli alberi

Mendocino in fiamme

Mendocino in fiamme

globalist 7 agosto 2018

E' una situazione drammatica in California. E' il peggiore incendio della storia dello Stato americano quello cominciato il 27 luglio nella zona di Mendoncino. Nelle ultime ore, con la congiunzione di due fronti, il rogo si è  trasformato in un inferno di fuoco: risultano inceneriti 114.850 ettari di terreno, una zona grande quanto l'intera Los Angeles


 


E' intervenuto lo stesso presidente Donald Trump sulla questione e se l'è presa con le politiche ambientali dello Stato, sostenendo che l'acqua che potrebbe essere utilizzata per combattere le fiamme e' stata "scioccamente deviata" nell'Oceano Pacifico. Il presidente ha anche detto via twitter che una soluzione potrebbe essere la rimozione degli alberi e della vegetazione come metodo di controllo del fuoco. Gli hanno risposto prontamente funzionari dello Stato ed esperti: "Abbiamo molta acqua per combattere questi incendi, ma siamo chiari: è il nostro clima che sta cambiando e che porta a incendi più gravi e distruttivi", ha detto Daniel Berlant, vice direttore aggiunto di Cal Fire, l'agenzia antincendio dello Stato.


L'incendio, battezzato Mendoncino Complex, risulta dall'unione di due fronti, Ranch e River, ed è stato contenuto appena per il 30%. 


I vigili del fuoco  contano di soffocare le fiamme completamente non prima della prossima settimana. "Siamo alla mercè del vento", ha riconosciuto il capitano Thanh Nguyen, portavoce di Cal Fire nella contea di Lake. "Tragicamente tutta questa zona è molto arida ed e' molto difficile domare le fiamme". A peggiorare la situazione le condizioni meteo: un sistema di alta pressione ha portato un clima molto caldo, secco e con forti venti nella regione