"Non ti stupro perché non te lo meriti", ecco come parla il fascista che rischia di prendersi il Brasile

Bolsonaro è inoltre negazionista, in quanto sostiene che la dittatura militare di Humberto de Alencar Castelo Branco, tra il 1964 e il 1985 non sia mai avvenuta. 

Bolsonaro al primo turno arriva al 46,2%

Bolsonaro al primo turno arriva al 46,2%

Claudia Sarritzu 8 ottobre 2018

Decine di migliaia di donne sono scese in piazza la settimana scorsa in tutto il Brasile per protestare contro il candidato di estrema destra alle presidenziali del 7 ottobre Jair Bolsonaro. Ma forse era troppo tardi. 


'Ele nao' (non lui) è stata la scritta visibile sulle spille e sui cartelli portati dal gruppo di manifestanti in diverse città del Brasile oltre alla capitale, Brasilia. Il movimento di protesta è stato avviato su Facebook da un gruppo che ha raccolto finora 4 milioni di persone.


Bolsonaro rientra in un profilo che molti troveranno familiare: sostenitore delle armi, fervente religioso e a favore della famiglia tradizionale, anti-gay e sessista, il suo slogan è "Il Brasile sopra ogni cosa e Dio sopra tutti". E' il loro Trump, il loro Salvini. Nel corso della sua non brillante carriera politica (ha visto convertiti in legge solo due dei 171 disegni di legge che ha proposto in 26 anni da parlamentare) Bolsonaro ha svelato più volte di che pasta è fatto, come quando disse a una deputata dell'opposizione "non ti stupro perché non te lo meriti", oppure quando definì "vagabondi" gli attivisti per i diritti umani. Bolsonaro è inoltre negazionista, in quanto sostiene che la dittatura militare di Humberto de Alencar Castelo Branco, tra il 1964 e il 1985 non sia mai avvenuta. 


È tra i giovani ricchi che Bolsonaro riscuote maggiore successo: la sua strategia di comunicazione infatti si muove soprattutto sui social network e fa un abbondante uso di meme e filmati per Facebook e Youtube. I giovani, specie i ricchi sui 25 anni (la fascia di popolazione che in Brasile ha maggior accesso a internet) sono sedotti sia dal modo di parlare schietto di Bolsonaro sia da una costante nostalgia della dittatura, caratteristica questa tipica del Brasile, che non ha mai condannato i responsabili di 21 anni di dittatura e non ha fatto i conti col suo passato violento. Anzi, per molti il regime era preferibile alla situazione di incertezza e corruzione che caratterizza la politica brasiliana e sono in tanti a sostenere che un intervento militare sarebbe la soluzione a molti problemi. 


Come succede che un uomo così spregevole arrivi primo al primo turno presidenziale?


Quando la rabbia e l'ignoranza vengono cavalcate e gli intellettuali restano indifferenti per troppo tempo.