Salvini accusa gli altri di prendere "ordini dall'estero", ma dimentica a chi chiedeva soldi Savoini

Capitan Nutella in un comizio in Umbra che diventa il festival del risentimento. Dopo essere finito disarcionato qualche parte anatomica gli fa ancora male

Matteo Salvini

Matteo Salvini

globalist 11 settembre 2019

Che dire? Una mancanza di fantasia. Ossia ripetere le stesse cose coattivamente. Pure perché la sua scienza politica si basa su tre-quattro concetti primitivi, spesso ‘diversamente veritieri’.
"Ho sentito che Zingaretti vuole riaprire i porti alle Ong. Vogliono tornare a far quattrini...".
 Lo ha detto Matteo Salvini in un comizio a Spello. Il leader della Lega ha aggiunto che che chi vuole entrare in Italia "deve passare attraverso gli stessi controlli che hanno avuto i nostri nonni quando andavano all'estero...".
E poi in piano risentimento: “Conte oggi dov'è? A Bruxelles, dai suoi datori di lavoro...".
Ultima la polemica anti-Ue e sovranista: “Ormai la distinzione in Italia non è più tra sinistra e destra ma tra i partiti che prendono ordini dall'estero, come un tempo il Pci li prendeva dall'Unione Sovietica, e i partiti che invece hanno a cuore l'Italia e gli italiani. Noi abbiamo questo enorme difetto: siamo uomini liberi".
Talmente liberi da aver tentato (con esiti negativi) di arruffianarsi Trump, da aver fatto i fan di Putin e di avere un iscritto (mai querelato dalla Lega) che è andato a Mosca a chiedere soldi ai russi (Savoini) in cambio di una politica pro-Mosca fatta da Salvini e dai partiti di estrema destra.



Senza dimenticare l'ordinanza che vietava le manifestazioni di protesta ai lavoratori (italiani) che difendevano il posto di lavoro fatta fare dopo le richieste dell'ambasciatore russo in Italia.


Resta da capire che è libero e chi siano i traditori.